Ape Social potrebbe avere novità in manovra finanziaria positive nell'Ape Volontaria attese invano

Miglioramenti per ape volontaria e ape social in prossima manovra finanziaria dopo decreto attuativo: ultime notizie e cosa aspettarsi

Ape Social potrebbe avere novità in mano

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Dopo il via libera ufficiale dal presidente del Consiglio Gentiloni al decreto attuativo relativo la novità per le pensioni di ape volontaria, le ultime notizie confermano i mancati miglioramenti relativi l’ape volontaria che alcuni attendevano anche se non sembra sia detta l’ultima parola. Dopo l’arrivo del decreto attuativo per l’ape volontaria, infatti, sarebbero attesi miglioramenti anche per la novità per le pensioni di ape sociale che, come del resto era stato già deciso, dovrebbero arrivare con la prossima manovra finanziaria ed è possibile che all’interno dello stesso provvedimento vengano inseriti quegli attesi miglioramenti relativi l’ape volontaria. Ma di cosa si tratta?

Ape volontaria e ape social: miglioramenti forse in prossima manovra finanziaria

Le ultime notizie sul decreto attuativo relativo l’ape volontaria confermano una serie di requisiti e condizioni per permettere ad alcuni lavoratori di andare in pensione prima con questa novità per le pensioni approvata dal precedente esecutivo e che, come stabilito dallo stesso decreto, sarà retroattiva al mese di maggio 2017, periodo entro il quale avrebbe in realtà già dovuto essere in vigore. Mancano, tuttavia, ancora dei dettagli fondamentali, come l’esatta entità dei tassi di interesse che dovranno essere calcolati sulla rata di rimborso del prestito pensionistico per l’uscita anticipata da restituire alle banche. Mancano anche quei miglioramenti che, come si diceva fino a qualche settimana fa, avrebbero dovuto interessare determinate categorie di persone considerate svantaggiate, come disoccupati, precoci e usuranti che non avessero maturato i requisiti necessari per l’accesso all’ape social, appositamente pensata senza alcun costo proprio per queste categorie ma che prevede molti paletti e condizioni stringenti da soddisfare.

Nulla, dunque, è stato fatto in merito ma è possibile, secondo le ultime notizie, che questi attesi miglioramenti per coloro che si ritrovano in condizioni di grandi difficoltà possano arrivare con le modifiche attese per l’ape social con la prossima manovra finanziaria. Anche, infatti, per l’ape social sarebbero state previste novità per le pensioni riguardanti soprattutto la possibilità al vaglio dell’esecutivo di inserire tra le categorie che possono anticipare l’uscita dal lavoro senza alcun costo anche le donne. Allo studio ci sarebbe la possibilità di riconoscere loro uno sconto contributivo di due o tre anni in modo da permettere il raggiungimento dei requisiti necessari per l’accesso all’ape social entro i tempi stabiliti. Possibili novità potrebbero interessare anche determinati disoccupati. Con la prossima manovra, dunque, potrebbero arrivare:

  1. novità per le pensioni di ape social per le donne, o anche ulteriore proroga dell’opzione donna;
  2. novità per le pensioni di ape social per disoccupati a seguito di licenziamento o per dimissioni per giusta causa che non hanno beneficiato dei previsti ammortizzatori sociali per mancanza dei requisiti o scadenza del termine di presentazione della domanda.

eventuali miglioramenti per l’ape volontaria.

Ape volontaria e ufficiale decreto attuativo

Nell’attesa di eventuali ulteriori miglioramenti per l’ape volontaria, il decreto finalmente firmato dal premier ha confermato i requisiti necessari per la presentazione della domanda di accesso all’ape social che prevedono che possono presentare domanda per la pensione anticipata con l’ape volontaria coloro che:

  1. hanno raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017;
  2. hanno maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. hanno una pensione non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps, e vale a dire di circa 702,65 euro al mese.

Per chiedere l’ape volontaria domanda dovrà essere presentata all’Inps e nel caso di esito positivo, considerando che la domanda potrebbe anche essere rifiutata, riceverà dalle banche, sempre tramite Inps, un prestito per l’anticipo pensionistico che dovrà essere restituito in 20 anni. Per il calcolo della rata di rimborso bisognerà considerare i tassi di interesse applicati dalle banche e condizioni della polizza assicurativa da stipulare obbligatoriamente a copertura dei eventuali costi rimanenti in caso di premorienza del richiedente prestito stesso. Stando a recenti stime, la platea di potenziali domande di accesso all’Ape volontaria dovrebbe essere di circa 300.000 persone nel 2017 e di 115.000 nel 2018.

Il decreto attuativi ha, inoltre, stabilito che chi deciderà di uscire prima con l’ape volontaria dovrà:
sottoscrivere convenzioni con Abi e Ania per l’erogazione del prestito e la stipula della polizza assicurativa per coprire i costi residui del prestito in essere in caso di premorienza del richiedente;
calcolare la rata di rimborso del prestito con tassi di interesse che saranno applicati dalle banche erogatrici del prestito pensionistico.
Per la rata di rimborso del prestito per andare in pensione prima con l’ape volontaria, come sottolineato nel decreto, bisognerà considerare anche altri eventuali piani di rimborso in corso per il richiedente il prestito per la pensione anticipata con ape volontaria, come piani di rimborso di finanziamenti e di mutui, ed è stato stabilito che il costo complessivo della rata non potrà essere superiore al 30% dell'importo mensile del trattamento pensionistico finale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il