Cina ecco l' auto elettrica tutta italiana che potrebbe far centro con il blocco auto diesel e benzina

Il mercato dell'auto elettrica potrebbe avere un grandissimo sviluppo con il blocco delle auto a gasolio, diesel e benzina in diverse nazioni al mondo tra cui la Cina. E l'Italia ne potrebbe approfittare

Cina ecco l' auto elettrica tutta it

L'auto elettrica italiana in Cina dopo il blocco dei veicoli tradizionali



Mentre in Cina potrebbero essere bloccate le vendite di auto diesel e benzina nei prossimi anni, una decisione che avrebbe riflessi chiaramente su tutto il mercato
delle auto mondiali e delle nuove auto elettriche dall'Italia arriva una bella vicenda da raccontare su una minicar che potrebbe avere davvero futuro nel mercato interno, ma anche estero.
Facebdo un passo indietro, il mercato più importante al momento è quello cinese con mezzo milione di auto vendute e un obiettivo di 7 milioni di ayto elettriche
all'anno. Senza contare che anche Francia e Gran Bratagna entro il 2040 bloccheranno la auto diesel e benzina

Minicar elettrica italiana, perchè non in Cina?

Ritornado alla minicar in questione si chiama Tua, pesa solo 600 Kg, ed è capace con una sola ricarica di fare 200 K ed è stata presentata solo tre giorni fa, ma sarà disponibile in vari modelli per privati, imprese, ma anche veicoli commerciali per la vendita entro l'estate prossima ad un prezzo decisamente interessante ovvero 10mila euro per il modello base.  Si potrà comprare su Internet, ma anche in tutta Italia nei saloni specializzati

La storia, esempio che si può fare rilanciare e innovare anche da noi

Oltre ad essere una auto innovativa e molto interessante per il rapporto qualità/prezzo è da raccontare la sua storia, una vicenda molto bella per l'Italia e il Sud.
Infatti questa auto è stata costruita da Rua ATutomtives il nome della nuova fabbrica di odugno che prima produceva carrelli industriali per una società leader mondiale in Germania, la Kiron.

Questa multinazionale dopo aver usato i vari aiuti statali anche per cercare di rilanciare l'occupazione ha deciso di spostare la produzione ad Amburgo e nonostante il presidio della fabbrica che conteneva 12,5 milioni di euro di materiali e macchinari, era riuscito a trasportare parecchio materiale lo scorso Agosto, con una grande tensione con gli operari e gli adetti contenuta solo dalle forze dell'ordine.

Ora, però, tutto è cambiato in quanto l'impresa è stata ripres da un ventures capital Usa e con il sostegno della Regione e del Ministerod ello Sviluppo si è completamente convertita in questa produzione di auto elettriche che ha riportato gli operari che non aveano ancora trovato lavoro , circa 150, ad essere riassunti e si pensa che a pieno regime ci saranno oltre 450 addetti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il