Tatuaggi: le sei ragioni per cui possono far male oltre l'inchiostro che va nei linfonodi

I rischi per la salute connessi ai tatuaggi: sei buoni motivi per non farlo e recenti studi che svelano lteriori eventuali problemi

Tatuaggi: le sei ragioni per cui possono

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Quando si decide di fare un tatuaggio non bisogna dimenticare che si tratta di un’operazione che crea una lesione della pelle. Proprio questo è il punto di partenza per il possibile verificarsi di infezioni cutanee e di altre complicazioni. Vediamo quali sono gli altri motivi che sconsigliano questa pratica tanto in voga.

Il dibattito sul tema tatuaggi è uno di quelli sempre aperti: sono anni, infatti, che ci si continua a chiedere se i tatuaggi facciano male alla salute oppure no. Qualunque sia la risposta, la certezza è che si tratta, diciamo, di un vezzo estetico che con il passare del tempo e degli anni diventa sempre più di moda e amato, e non solo dai giovanissimi. E i numeri parlano chiaro: secondo i dati rilevati dal Centro Nazionale Ondico (Organismo Notificato Dispositivi e Cosmetici) dell'Istituto Superiore di Sanità, in Italia un milione e mezzo di persone hanno almeno un tatuaggio e, di questi, il 7,5% sono ragazzi giovanissimi, di età compresa tra i 12 e 18 anni.

Motivi per cui i tatuaggi fanno male

Ma quali sono i rischi connessi ai tatuaggi: potremmo dire che, sostanzialmente, i rischi sono due, e cioè che il colore, attraverso l’ago, penetra in profondità nella cute e può causare reazioni allergiche o infezioni, per cui chi volesse fare un tatuaggio è meglio si rivolgesse ad un centro specializzato sicuro capace di garantire sicurezza sull’igiene sanitaria; o anche il rischio di pentirsi di aver disegnato in maniera indelebile la propria pelle, considerando che non sempre è possibile rimuovere i tatuaggi e che anche potendolo fare si tratta di un percorso doloroso e costoso. E anche in tal caso, il consiglio è sempre quello di affidarsi ad esperti per non incorrere in mani sbagliate.

Gli esperti avrebbe evidenziato, in particolare, almeno sei motivi per cui sostenere che i tatuaggi fanno male:

  1. reazioni allergiche, che possono essere determinate dagli inchiostri usati per i disegni che penetrano nei linfonodi;
  2. eventuali infezioni della pelle, che solitamente sono infezioni batteriche locali;
  3. possibilità di formazione di granulomi, determinati dalla proliferazione del tessuto cicatriziale intorno alla zona in cui è penetrato l’inchiostro del tatuaggio tramite l’ago;
  4. trasmissione di patologie infettive, soprattutto in riferimento a quelle che si trasmettono attraverso il sangue, come il tetano, l’epatite B, l’epatite C e l’HIV, che può accadere quando ci si rivolge a centri per tatuaggi non puliti e che non usano attrezzi sterilizzati e singoli per ogni cliente;
  5. rischi di cancro, che possono insorgere a causa delle sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene contenute negli inchiostri usati per fare i tatuaggi. Si tratta di metalli, idrocarburi, ftalati considerati cancerogeni e pericolosi per il sistema endocrino che magari non tutti i tipi di pelle e organismi riescono a sopportare;
  6. complicazioni eventuali nella risonanza magnetica, è infatti possibile che i tatuaggi in alcuni casi possono causare gonfiore o bruciore, se ci si sottopone a risonanza magnetica;

Tatuaggi tra moda e recenti studi

Nonostante siano diversi, dunque, i conclamati rischi che potrebbero essere legati ai tatuaggi, anche se, è bene dirlo, non si tratta di patologie, infezioni e malattie che certamente chi fa un tatuaggio avrà, ma si parla di rischi, appunto, la moda dei tatuaggi non sembra assolutamente passare di moda. E i possibili danni alla salute non sembrano essere un deterrente per coloro che vogliono dipingere sulla propria pelle in maniera indelebile un ricordo, un pensiero, un desiderio, una filosofia di vita.

A sostenere la tesi di possibili danni alla salute causati dai tatuaggi un recente studio condotto da scienziati tedeschi che, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbero evidenziato come gli elementi che compongono l’inchiostro per fare i tatuaggi, attraverso l’ago, penetrino in profondità nella nostra pelle, viaggiano all’interno del corpo in forma di micro e nanoparticelle, fino ai linfonodi. O studio condotto dimostra come la maggior parte degli inchiostri da tatuaggio contenga non solo pigmenti organici, ma anche conservanti e contaminanti come nichel, cromo, manganese o cobalto e altri. E tra gli elementi che potrebbero rivelarsi dannosi per l'organismo, secondo gli studiosi tedeschi, spiccherebbe il biossido di titanio che una volta entrato nel tessuto potrebbe far male.   

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di Chiara Compagnucci pubblicato il