Indiani d'america-Stati Uniti: rotti i trattati con gli Usa firmati 150 anni perchè non rispettati

Una delegazione di leader indiani ha consegnato un messaggio al Dipartimento di Stato, annunciando la recessione unilaterale dgli accordi firmati con il governo federale



Una delegazione di leader indiani ha consegnato un messaggio al Dipartimento di Stato, annunciando la recessione unilaterale dgli accordi firmati con il governo federale, alcuni piu' di 150 anni fa: adesso quei trattati non sono altro 'che parole senza senso su carta priva di valore', hanno denunciato i leader della tribu', in una conferenza stampa convocata per render noto il clamoroso gesto.
 
Nel mirino le ripetute violazioni dei trattati, 'per rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacita' di mantenere il nostro stile di vita', ha denunciato Russel Means, uno dei piu' famosi attivisti indiani dei diritti umani. L''annessione' della terra dei nativi indiani ha fatto si' che alcune delle tribu' piu' orgogliose della loro identita' siano diventate 'facsmili dei bianchi'.  I territori Lakota spazionano in cinque Stati: Nebraska, South Dakota, North Dakota, Montana e Wyoming. 'Non siamo piu' cittadini statunitensi e tutti coloro che vivono nell'area dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi', ha continuato Russell Means, annunciando tra l'altro che, a coloro che rinunceranno alla nazionalita' statunitense, saranno consegnati nuovi passaporti e patenti di guida e, nella nuova entita' statale, non si dovranno piu' pagare le tasse. 

'Abbiamo 33 trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati', ha aggiunto Phyllis Young, colui che aiuto' a organizzare la prima conferenza sugli indigeni, a Ginevra nel 1977.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il