Pensioni, novità da INPS prime risposte a domande richiesta Ape Social e Quota 41

Prime risposte dall’Inps a domande per richiesta della novità per le pensioni di ape social e quota 41: primi chiarimenti e informazioni ufficiali

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Arrivano dal sito Inps le prime risposte ufficiali alle domande presentate per ape social e quota 41 in relazione all'accertamento dei requisiti necessari per presentarvi domanda. Se con la prossima manovra finanziaria potrebbero arrivare ulteriori miglioramenti relativi all’ape social, soprattutto per quanto riguarda l’ape social per le donne, per cui l’esecutivo, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbe proposto uno scontro contributivo di sei mesi per ogni figlio nato, fino ad un massimo due anni per quattro figli, in modo da permettere alle lavoratrici di raggiungere i requisiti per l’accesso all’ape social nei tempi stabiliti, si attendono ancora risposte alle richieste di miglioramento avanzate per l’ape social per i lavoratori rimasti senza occupazione in seguito a fine di contratti. Ma nel frattempo, l’Inps a iniziato a fornire primi chiarimenti su tutti i requisiti necessari per poter presentare domanda di accesso all’ape social senza costi.

Prime riposte da Inps a domande per la richiesta Ape Social e Quota 41

Consultando direttamente il sito dell’Inps è possibile, infatti, ‘scoprire’ le prime risposte fornite dall’Istituto di Previdenza a tutti coloro che hanno ancora dubbi e perplessità sui requisiti necessari per l’accesso all’Ape social e alla quota 41 riservata ai lavoratori precoci, che però entro il 19esimo anno di età abbiano maturato almeno 12 mesi di contribuzione, anche se non continuativi. Basta cliccando sull’area personale del sito dell’Istituto di previdenza e scoprire se sulla propria pagina personale dell’Istituto appare la dicitura ‘sì diritto se rientra tra gli ammessi’. In tal caso, il lavoratore rientrerà tra coloro che possono presentare domanda di accesso all’ape social, in caso contrario, significa che non hanno i requisiti necessari per accedervi.

Tuttavia, sarà necessario attendere il mese di ottobre per scoprire se effettivamente si rientra o meno nella platea dei possibili beneficiari dell’ape social, perchè entro il 15 ottobre lo stesso Istituto previdenziale terminerà la fase di monitoraggio per accertare le domande ammesse anche in relazione alle risorse finanziarie disponibili. Per la novità per le pensioni di ape social e quota 41 ad essa collegata sono stati, infatti, stanziati 300 milioni di euro e 370 milioni per la Quota 41, risorse economiche che, secondo le stime, dovrebbero soddisfare circa 60mila domande.

Tuttavia, già entro il 15 luglio sono state presentate più di 66mila domande, più del previsto, dunque, ma l’Inps ha chiaramente precisato che se non saranno messe a disposizione ulteriori risorse economiche, bisognerà definire criteri di priorità di accesso all’ape social, rimandando gli eventuali esclusi all’anno successivo. Se si avessero, dunque, dubbi o per ulteriori informazioni, basterà semplicemente accedere al sito Inps, entrare nella pagina dedicata e scoprire tutti i chiarimenti forniti dall’Istituto su requisiti e modalità di richiesta per ape social e quota 41. L’Inps sul proprio sito fornisce anche l’intera documentazione che bisognerà presentare al momento della domanda.  

Una volta inviata la domanda, per seguirne lo stato, bisognerà effettuare l'accesso al sito Inps, quindi inserire il proprio codice fiscale e il proprio pin. Si potrà così accedere al proprio 'Fascicolo previdenziale del cittadino' e nel menù 'Prestazioni' basterà cliccare sulla voce 'Domande e risposte' per conoscere tutte le istanze inviate dal cittadino, mentre per conoscere lo stato della propria domanda bisognerà cliccare sul numero riportato sotto la tabella Domus. E solo allora si scoprirà se si potrà avere accesso o meno alla novità per le pensioni di ape social.

Ape social e requisiti richiesti

I requisiti necessari per l’accesso alla novità per le pensioni di ape social prevedono il raggiungimento di determinati requisiti anagrafici e contributivi ma si tratta di una novità per le pensioni esclusivamente valida per categorie di persone considerate svantaggiate e che sono:

  1. disoccupati che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi, a condizione di aver esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. disabili che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. lavoratori usuranti che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività inquadrate come faticose.

La lista comprende le seguenti attività:

  1. infermiere ed ostetriche;
  2. lavoratori impiegati nel settore edile;
  3. facchini;
  4. spazzini;
  5. maestre d’asilo nido ed educatori di asilo;
  6. lavoratori addetti all’estrazione e alla lavorazione dell’amianto;
  7. addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti;
  8. macchinisti e personale viaggiante ferroviario;
  9. autisti di mezzi pesanti e camion;
  10. conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  11. conciatori di pelli e di pellicce.

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di Marianna Quatraro pubblicato il