Cartella Agenzia Entrata ed Equitalia: quando si può non pagare multe, sconti e differenze

Sanare i debiti col fisco dopo l’abolizione di Equitalia e casi in cui non pagare le cartelle esattoriali: esempi di cartelle nulle

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Vi sono unase serie di differenze tra le cartelle dell'Agenzia delle Entrate che ha preso il posto di Equitalia e sono cambiate anche alcune regole rispetto ad Equitalia stesso anche per il pagamento delle cartelle, multe e un diverso apporoccio. Ocorre capire quando si può non pagare del tutto o anche avere sconti parzialmente e le ulteriori differenze

Con l’abolizione di Equitalia e il passaggio del servizio di riscossione all’Agenzia delle Entrate, le cartelle esattoria non saranno più notificate da Equitalia ma dalla stessa nuova Agenzia delle Entrate riscossione e contestualmente a questo passaggio sono diverse le novità in partenza, alcune delle quali potrebbero far tirare un sospiro di sollievo a tanti di coloro che hanno debiti pendenti con il fisco. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, è possibile non pagare alcune cartelle esattoriali arrivate dall’Agenzia delle Entrate, bloccando pertanto gli accertamenti inviati dopo lo scioglimento di Equitalia.

Cartelle Agenzia delle Entrate ed Equitalia

La possibilità di non pagare cartelle arrivate dall’Agenzia delle Entrate è stata confermata a seguito di un ricorso presentato dai dirigenti delle stessa Agenzia che potrebbe rendere incostituzionali tutti i provvedimenti, le multe e le cartelle notificate dalla nuova Agenzia delle Entrate per la riscossione dopo lo scioglimento di Equitalia. Gli ex dipendenti dell’ente di riscossione ormai soppresso, infatti, sono entrati  direttamente nella nuova Agenzia, senza prender parte ad alcun concorso che solitamente sancisce le nuove assunzioni e pertanto c’è chi ha parlato di sistema incostituzionale che potrebbe portare, di conseguenza, a bloccare o ad annullare del tutto qualsiasi atto da loro firmato. Ma non solo: le cartelle esattoriali notificata via Pec da Equitalia, Agenzia delle Entrate riscossione, sono da considerarsi nulle e pertanto non sono da pagare. Questto quanto emerge da quanto stabilito da diverse Commissioni Tributarie Provinciali italiane.

Secondo i Giudici Tributari, infatti, le cartelle notificate via Pec sarebbero illegittime perché il messaggio della Pec non sarebbe l’atto originale ma una copia in Pdf dello stesso, mancante di attestazione di conformità che non può essere apposta da dirigenti e funzionari di Equitalia che, secondo alcune Commissioni Tributarie, non sono Pubblici Ufficiali e quindi non possono apporre l’autentica sulle copie delle cartelle. Il risultato, dunque, è che la notifica di un atto da parte dell’Agenzia delle Entrate è nulla se contiene in file in formato pdf anzichè p7m. Secondo quanto riportato dalle ultime notizie, sono da considerarsi nulle anche le cartelle esattoriali dell’Agente della Riscossione senza il deposito in giudizio degli originali delle relate. In mancanza di queste, infatti, potrebbe essere contestata alla stessa Agenzia l’efficacia probatoria.

I casi in cui non pagare le cartelle esattoriali

Insieme ai casi in cui le cartelle esattoriali possono essere considerate nulle per vizi formali esistono anche casi in cui è possibile non pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate. Tra i diversi casi possibili in tal senso, citiamo quello in cui il debitore sia nullatenente o titolare di un conto corrente in rosso, che non può essere soggetto a pignoramento. Se il conto corrente contiene, invece, solo redditi di lavoro dipendente o di pensione, anche se il saldo è attivo, il pignoramento non può comunque avvenire entro fino a 1.344,21 euro, cioè il triplo dell’assegno sociale, e ciò significa che se il contribuente non supera questa somma di giacenza sul proprio conto, non potrà essere soggetto ad alcun prelievo o pagamento della sanzione dovuta.

Non si pagano le cartelle esattoriali arrivate dall’Agenzia delle Entrate di un importo inferiore a 30 euro, compresi interessi e sanzioni; non pagano le cartelle esattoriali gli eredi che ricevono una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione intestata ad un defunto ma solo nel caso in cui questi stessi eredi rinuncino all’eredità. In caso contrario, saranno tenuti al pagamento di quanto dovuto; non devono essere pagate le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate relative a sanzioni che prevedono termini di prescrizione. Scattata la prescrizione, infatti, l’Agenzia delle Entrate dovrà cancellare il debito del contribuente.

E’ bene sapere che sono diversi i termini di prescrizione in vigore che variano a seconda dell’imposta non  pagata e per cui è stata notificata la cartella esattoriale. In particolare, i tempi stabiliti di prescrizione sono di:
dieci anni per mancato pagamento di imposte Irpef, Iva, Irap, Imposta di Registro, imposta ipocatastale, canone Rai, diritti camera di commercio;
cinque anni per sanzioni amministrative, codice della strada, mancato pagamento di contributi Inps e Inail, e mancato pagamento di imposte locali come Imu, Tasi e Tari;
tre anni per il bollo auto, con decorrenza dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta avrebbe dovuto essere pagata.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il