Def, date decise da Cdm, 22 Settembre e manovra finanziaria dal 4 ottobre tra pensioni, rinnovo contratti statali, occupazione

E' stato deciso un primo percorso per il DEF, con uan serie di date che lo porteranno diventare la prossima Legge di stabilità. Ed ecco i punti ancora in fase di decisione sia per il DEF che per la prossima manovra finanziaria

Def, date decise da Cdm, 22 Settembre e

Def, decise le date e il percorso



I principali impegni sono rivolti a quelle misure che sembrano necessarie per migliorare le stime di crescita economica in Italia. Stando alle ultime notizie, i miglioramenti già registrati potrebbero portare ad una revisione di crescita a +1,3-1,4% ma le risorse disponibili per le ambizioni del Governo sono ancora poche.

Il percorso del DEF è stato stabilito nel Cdm di oggi, venerdì 15 Settembre, con la decisione che sia presentato nello stesso CDM il 22 Settembre, con una data che potrebbe slittare al 27 Settembre  poi dal 4 ottobre, il DEF, il documento economico di programmazione, inizierebbe il suo iter per diventare l'attesa Legge di Stabilità 2017-2018. Nello stesso CDM, è stato dato il via libera per quanto riguarda il taglio delle commissioni pe rbancomat e carte di credito

I principali impegni, al momento, sono rivolti soprattutto a quelle misure che sembrano ormai diventate necessarie per migliorare le stime di crescita economica nel nostro Paese. Stando alle ultime notizie, i miglioramenti già registrati, seppur lievi, potrebbero portare ad una revisione di crescita a +1,3-1,4% dall’1,1% ma le risorse disponibili per poter fare tutto ciò che si vorrebbe sono ancora poche. Le priorità indicate sarebbero: misure per i giovani, potenziamento degli investimenti e misure per contrastare l’indigenza. Punto di partenza, secondo quanto reso noto, dovrebbero essere incentivi permanenti e stabili e taglio del cuneo fiscale per le nuove assunzioni di giovani. 
La manovra dovrebbe innanzitutto prevedere 12 miliardi di euro per sterilizzare del tutto l’aumento Iva e delle accise, e almeno 1,2 miliardi per garantire gli 85 euro medi di aumento degli stipendi degli impiegati della pubblica amministrazione, i cui contratti sono fermi da circa otto anni.

Misure, costi e risorse della nuova manovra finanziaria

Per la prossima manovra finanziaria 2017-2018 si cercano circa 12-15 miliardi. Stando alle ultime notizie, le necessità al momento note sarebbero di:

  1. 12 miliardi di euro per bloccare iva;
  2. 3 miliardi di euro per le spese annuali indifferibili;
  3. 1,2 miliardi per il rinnovo dei contratti degli statali, a cui sommerebbero ulteriori 1,2 miliardi per farla arrivare ai 5 miliardi necessri comlessi considerando le risorse già stanziate
  4. circa 4-5 miliardi di euro, saliti di 2 inizialmente previsti, che dovrebbero derivare da aumento del pil e altri eventuali tagli per taglio del cuneo fiscale e incentivi per le assunzioni stabili dei più giovani;
  5. 1,2 miliardi ulteriori per il piano Industria 4.0.

Rinnovo contratti statali

Tra gli elementi su cui c'è stata una  certa apertura tutta da comprendere, però, ancora vi è quello delle novità per il rinnovo dei contratti degli statali con l'aumento di 85 euro per utti. Al momento l'importo non sarebbe possibile, in quanto i mialirdi stanaziati sarebbero poco più di tre, mentre quelli necessari sarebbero cinque miliardi. Si cerca però, come apertura nelle ultime notizie, ancora le risorse mancanti per poter dare a tutit questo amento all'interno della riforma della pubblica amministrazione che sta cercando anche dic ambiare regole come i permessi, la malattia, i controlli sulla malltie  eassenze con visite fiscali INPS oblligatorie, premi, assuzioni.

Cuneo fiscale e taglio tasse per assunzioni

L’ipotesi al vaglio sarebbe quella di un taglio del 50% per i primi due o tre anni dall’assunzione di under 29, età che però dovrebbe essere aumentata fino a 32 anni e che, secondo le stime annunciate dal ministro dell’Occupazione Poletti, dovrebbe costare circa 900 milioni il primo anno e due miliardi a regime. In un primo momento si era parlato di 4-5 miliardi come vorrebbe anche cOnfindustria, ma la cifra sembra toppo alta al momento, anche se la priorità rimane questa con una serie di premi e vincoli per cercare di far assumere a tempo inteterminato alle aziende

Pensioni

Capitolo ancora decisamente discusso ma che, stando alle ultime notizie nulle, sembrerebbe poco considerato ancora, è quello relativo alle novità per le pensioni. Al momento, infatti, non si parla proprio di alcun cambiamento pensionistico. Nulla su profonde novità per le pensioni, ma una serie di sistemazioni e correzioni che sono anc'esse tutte da vedere. Le ultime notizie parlano di eventuali spiragli solo per alcune novità per le pensioni, minime, come estensione e miglioramenti per ape social per le donne, possibili novità per l’ape social per disoccupati, precoci e usurati, o proroga ulteriore dell’opzione donna.

Si potrebbe ancora discutere di novità per le pensioni con revisione delle aspettative di vita, anche se i sindacati che fino a qualche tempo fa sembravano decisi sulla necessità di modificare tale meccanismo, sembrano aver cambiato posizione aprendo alla possibilità di lasciare esattamente così come sono le cose relative alle aspettative di vita ma pensando a ulteriori sistema di uscita prima per una riforma delle pensioni che sia in grado di rivedere l’attuale sistema rendendo meno rigido per tutti.

In generale, potrebbe, dunque, trattarsi di una manovra di circa 20 miliardi di euro, se venisse concesso l’extra budget dall’Ue, ma di cui 12 servirebbero per bloccare l’aumento dell’Iva e 3 per le spese indifferibili, per cui ne resterebbero cinque per fare tutto il resto e chiaramente i conti non tornerebbero. Ciò che sarebbe necessario per reperire ulteriori risorse economiche da impiegare per le misure sopra riportate darebbe una concreta revisione della spesa pubblica, per un valore di 9-12 miliardi, insieme alla estensione della fatturazione elettronica per tutti, anche tra privati, misura da cui dovrebbero derivare, secondo le stime, risparmi per quasi 50 miliardi di euro. A queste novità potrebbe anche aggiungersi il nuovo piano di riordino di agevolazioni e detrazioni fiscali, misura di cui si era parlato tempo fa ma che sembra essere al momento stata dimenticata.

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di Marianna Quatraro pubblicato il