Cartelle esattoriali: tre regole nuove, per piccole cifre eliminate. E interessanti ulteriori modifiche

Non solo cambierebbe l'importo minimo per l'iscrizione al ruolo, ma anche le norme relative alla spese per notifica e soprattutto gli interessi a carico del contribuente.

Cartelle esattoriali: tre regole nuove,

Cartelle Agenzia Entrate eliminate per piccole cifre



Tre regole nuove in arrivo per le cartelle esattoriali, ormai praticamente sicure e certe, con l'eliminazione delle piccole cifre e modifiche per le rate e gli interessi. E non vi sono solo questi tra i cambiamenti

L'obiettivo è duplice: da un parte evitare che il contribuente si trovi nel bel mezze di bagarre giudiziarie per poche decine di euro e dall'altra che la stessa amministrazione fiscale apra procedimenti per bassi importi. Se poi la proposta di modifica andrà in porto e quale sarà la sua forma finale è tutto da scoprire. Tuttavia il disegno di legge in materia di sospensione della riscossione delle somme iscritte a ruolo si è adesso incanalata lungo i binari dei lavori parlamentari. Tanto per essere chiari, la somma minima per l'iscrizione al ruolo delle somme non versate deve essere di almeno 129 euro ovvero, stando a quanto previsto dalla proposta, non si procede per cifre inferiori al triplo del contributo unificato di iscrizione a ruolo, dovuto nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario.

Cartelle Agenzia Entrate eliminate per piccole cifre

Tenendo il testo dello Statuto dei diritti del contribuente in un mano e la storia delle cartelle dell'Agenzia delle entrate nell'altra, il testo prevede di limitare il ricorso alla procedura di riscossione mediante ruolo per crediti di modesta entità, indirizzando gli enti creditori verso procedure meno gravose per i contribuenti. Il cambiamento della disciplina relativa al contenuto del ruolo prevede l'obbligo dell'indicazione di alcuni dati:

  1. il codice fiscale del contribuente
  2. la specie del ruolo
  3. la data in cui il ruolo diviene esecutivo
  4. il riferimento all'eventuale precedente atto di accertamento o altro atto presupposto

Per i ruoli straordinari

  1. l'indicazione dei presupposti di fatto e di diritto che giustificano il fondato pericolo per la riscossione
  2. l'indicazione analitica degli interessi maturati sino alla data di formazione del ruolo e di quelli successivi
  3. i criteri di calcolo e la specifica delle sanzioni applicate

C'è poi un'altra modica interessante che merita di essere evidenziata: la presentazione della richiesta di rateazione non costituirà più, nel caso di approvazione del testo, riconoscimento del debito. In buona sostanza significa che il contribuente può accedere al pagamento a rate senza rinunciare a far valere i propri diritti. Viene poi proposta la modifica della disciplina che prevede l'accesso a un nuovo piano di rateazione in caso di decadenza dalla precedente dilazione, sostituendo il versamento di tutte le rate già scadute con il pagamento di un terzo delle rate scadute. E allo stesso tempo viene prevista l'opportunità di concedere un numero di rate maggiore al numero di rate scadute.

Novità anche per gli interessi

L'articolata proposta di legge interviene anche sugli interessi, passaggio delicato in maniera di tasse. La misura per ritardata iscrizione a ruolo e degli interessi di mora non può così essere superiore al tasso di interesse legale annuo e viene introdotto, a pena di nullità del ruolo e degli atti seguent, l'obbligo di specificazione della misura degli interessi applicati e le modalità di calcolo. Di più: viene stabilito che sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato o sospeso, si applicano gli interessi al tasso legale annuo come determinato con decreto del Tesoro.

Cambiano anche i costi per la notifica: non sono più a carico del contribuente nei casi in cui l'ente creditore o il concessionario utilizzano il servizio di posta elettronica certificata. Infine, in tema di pignoramento presso terzi, si estendono ai liberi professionisti e lavoratori autonomi i limiti di pignorabilità dei crediti previsti per i soggetti percettori di somme a titolo di stipendio, salario, o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, o a titolo di pensione.

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di Luigi Mannini pubblicato il