Coop: prestiti soci a rischi reale. In pericolo 9 miliardi di risparmi di milioni di italiani

A ballare sono i 9 miliardi di euro in risparmi sborsati dai risparmiatori italiani che adesso stanno vivendo ore di tribolazione. Si tratta del prestito sociale, il capitale prestato alle Coop

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Rischio crack per le Coop. In pericolo i 9 miliardi di euro di risparmi di milioni di italiani



Vi sono differenti Coop che hanno già chiuso, ma erano piccole e il problema si è risolto internamente. Ora quello che si teme è qualcosa di molto più grave e allargato che interesserebbe miliardi di euro per milioni di italiani che li hanno investiti nelle Coop nelle più differenti maniere.

La Coop sei tu recitava il fortunato slogan pubblicitario. Alla luce di quello che sta emergendo per quanto riguarda i rischi per i prestiti dei soci si potrebbe cambiarlo dicendo: Alla Coop a pagare sei tu. Il rischio crack, che solo qualche anno fa avrebbe fatto passare per pazzo chiunque avesse ventilato questa ipotesi è più reale di quanto ci si possa immaginare. A ballare sono i 9 miliardi di euro in risparmi sborsati dai risparmiatori italiani che adesso stanno vivendo ore di tribolazione.

Il totale non è niente altro che il cosiddetto prestito sociale, cioè quel capitale prestato alle Coop che pagano un interesse. Un rischio concreto dunque che non è casuale, ma il fritto di un intreccio perverso che in questi anni di crisi ha mietuto vittime ovunque. È l’intreccio perverso tra Coop, finanza e alcuni investimenti sbagliati con l’ingresso nell’azionariato di grandi banche come Mps e Carige ad aver creato questa situazione assurda nella quale sono milioni gli italiani che potrebbero incredibilmente vedere polverizzati i propri risparmi.

In passato già la Coop Carnica e la Coop Trieste hanno lasciato più di dieci milioni di buchi nelle tasche dei risparmiatori. Tra i vincoli posti da Bankitalia vi è che il prestito sociale non può superare tre volte il patrimonio netto. È il caso della catena di controllo di Unipol i cui valori in bilancio lievitano fino a quasi cinque volte il valore in Borsa del titolo Unipol Gruppo Finanziario (Ugf), la capogruppo delle attività assicurative e bancarie. Un problema che ricade su Alleanza 3.0, la più grande coop di consumo italiana, un colosso che gestisce i supermercati Coop tra Emilia, Lombardia e Veneto.

Una delle cooperative più a rischio è stata l'Unicoop Tirreno che l'anno scorso è stata salvata da un intervento di sistema dalle altre grandi coop che hanno sottoscritto degli strumenti finanziari partecipativi per quasi duecento milioni di euro. Soldi che sono stati erogati solo in parte e, ora, Unicoop Tirreno si trova nel mezzo di una complicata ristrutturazione.

Coop in pericolo 9 miliardi di risparmi

Come abbiamo detto in precedenza, il rischio che il marchio Coop fallisca sotto la scure di prestiti non più restituiti sono molto concreti. La cifra di cui stiamo parlando si aggira intorno ai 9 miliardi di euro di risparmi degli italiani che potrebbero non essere più restituiti visto che il celebre marchio che ha incarnato il braccio economico e finanziario della sinistra italiana si sta configurando sempre più come un gigante dai piedi di argilla. Soldi che arrivavano dal prestito sociale delle Coop.

La colpa che ha scatenato questo pericolo sui 9 miliardi di euro di risparmi si può rintracciare non solo nella crisi dei consumi e di una concorrenza sempre più aggressiva, ma anche nel legame perverso tra Coop e finanza che tra impegni di sistema e avventure azzardate nell’azionariato di grandi banche rischia di diventare un cappio intorno al collo dei risparmiatori, dei soci e della stessa Coop.

Rischi per i prestiti dei soci Coop

Quali sono i rischi per i prestiti dei soci Coop? A quanto pare i rischi sono elevati. E la possibilità che i risparmiatori vedano svanire in una nuvola di fumo anni e anni di sacrifici sono più che concreti. Sono milioni quelli che hanno affidato i loro risparmi a una cooperativa, come se fosse stata una banca.

Operazioni legali e legittime, per alcuni versi, e anche troppo facili da condurre in porto. E così le cooperative hanno raccolto dai loro soci, in tutta Italia, oltre undici miliardi di euro da un milione e duecentomila persone circa. Pensionati, lavoratori, famiglie umili. Insomma tutte persone che la pagnotta se la sono sempre sudata. Tra l’altro proprio quelli che costituiscono il nocciolo duro degli elettori di una certa sinistra che su questo sistema ha costruito la propria forza politico-elettorale. Una potenza che, all’improvviso, potrebbe saltare in aria il loro deposito. La coop sei tu, come dicevamo in apertura, ma adesso i soldi non ti ritornano più.

Qualcuno ora ci scherza su, ma la notizia è sconvolgente. Ma come è stato possibile arrivare a questo punto? Il sistema è degenerato. Forse le coop si sentivano troppo forti, c’è stato delirio di onnipotenza. In effetti, è stato così: le coop si sono trasformate in banche, senza poterlo essere. Ma non essendo formalmente banche hanno potuto ignorare tutti quei parametri di bilancio che invece le banche devono avere.

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di Luigi Mannini pubblicato il