Dini attacca duramente Prodi e Governo: pronto a lasciare la maggioranza alla ripresa a Gennaio

Lamberto Dini sceglie il giorno di Santo Stefano per ribadire le proprie critiche a un governo che in Senato''non ha più i numeri per governare''.



Lamberto Dini sceglie il giorno di Santo Stefano per ribadire le proprie critiche a un governo che - dice il leader dei Liberlademocratici in un'intervista al Gr3 - a palazzo Madama ''non ha più i numeri per governare''. Anzi, è ''una pretesa assurda'' che il presidente del Consiglio pensi che ''soltanto lui possa guidare il Paese".

Per quanto concerne il cambio di ‘casacca' di alcuni senatori, che passerebbero dall'opposizione alla maggioranza, Dini ribadisce: ''Al Senato i numeri non ci sono, la coalizione è oggi minoranza, si può ricorrere ad ogni mezzo. Quella di cui si parla è una cosa incerta, perché è una decisione che dovrebbe essere presa dalla giunta per le elezioni, e poi non so se questi cambiamenti fossero approvati porterebbero al cambiamento di due-tre senatori che oggi sono di centrodestra e passerebbero al centrosinistra''.

L'ex premier mostra pollice verso anche riguardo agli annunci arrivati da Palazzo Chigi di una nuova politica redistributiva del reddito. ''Mi pare che siano mosse disperate - attacca - Il governo oggi raccoglie soltanto il 25% del consenso nel Paese, vuol dire che ha perso la metà di quelli che aveva'' al momento in cui si è instaurato.

''Quelle - ripete Dini al giornale radio Rai bocciando le proposte di Prodi - sono mosse disperate, e il ministro dell'Economia non ha dato il suo consenso. Ci dica dove va a prendere i soldi''. Di più: ''Mi pare che l'intenzione sia quella di dare con una mano e riprendere con l'altra'', affonda il senatore liberaldemocratico, secondo il quale ''la Finanziaria non è in condizione di sopportare sgravi fiscali per miliardi e miliardi di euro''.

E a chi gli chiede se condivida le parole del Professore contro la ‘spallata' del Cavaliere, che a giudizio del premier metterebbe il Paese in uno stato dannoso di inquietudine, il leader dei liberaldemocratici replica: ''Questa sembra essere la dichiarazione di una persona che pensa che solo lui possa guidare il Paese e quindi è una pretesa che mi pare assurda. L'opposizione fa il suo lavoro e il governo faccia il proprio. Il proprio - rimarca Dini- è per ora soltanto perdita di consensi''.

Infine l'annuncio: ''Nelle prossime settimane indicheremo noi quali pensiamo essere le misure di cui il Paese ha bisogno per superare il declino''. Un'operazione, questa, che ''non si fa con redistribuzione'' ma ''rilanciando l'economia''.

Le affermazioni di Dini innescano il dibattito nei Poli. "Se Dini ha cambiato idea e non si riconosce più nel progetto di governo guidato da Prodi, appoggiato dalla maggioranza in nome della quale è stato eletto senatore, faccia un passo indietro", dice Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, per il quale "in realtà il senatore Dini e' una delle cause di difficoltà della maggioranza. Vorrei ricordargli sommessamente che è stato candidato ed eletto nel nome e per conto di uno schieramento formatosi intorno a Romano Prodi per un progetto di governo che di Prodi contemplava la guida. E' lecito ripensarci - conclude Soro - ma coerenza vorrebbe che a fare il passo indietro fosse il senatore che non si riconosce più in quel mandato".

Gli fa eco il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, per il quale "Dini vorrebbe consegnare l'Italia alle grandi lobby economiche", mentre Pino Sgobio, Capogruppo del Pdci alla Camera avverte: "Il Senatore Dini e chi la pensa come lui sappia che a questo governo e a questa maggioranza non ci sono alternative. Nessuno può giocare al ricatto".

"Le parole di Dini sono inequivocabili", commenta Fabrizio Cicchitto (FI), che sottolinea: ''L'inverno sta piegando la resistenza disperata" di Prodi. Per Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale sono parole che "confermano che il governo è finito" e "la prospettiva corretta" è il voto.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il