Pensioni novità Padoan conferma risorse nulle o quasi in manovra

Risorse decisamente esigue per la prossima manovra: ancora una volta novità per le pensioni nulle o quasi. Ultime notizie da ministro Padoan

Pensioni novità Padoan conferma risorse

Pensioni novità Padoan risorse nulle manovra



Si va verso la presentazione ufficiale del nuovo Def, documento di economica e finanza, in programma il 22 settembre, che anticipa la presentazione della nuova manovra, in programma invece il 4 ottobre, e dunque verso la decisione delle misure ufficiali che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo anno. Molto di quello che si deciderà dipenderà dalla reale disponibilità delle risorse economiche. E le ultime notizie in merito non sono per nulla positive.

Ministro Padoan conferma risorse scarse per manovra

Come già anticipato qualche settimana fa, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbe chiaramente affermato che le risorse economiche disponibili per la prossima manovra sono davvero esigue, considerando i vincoli di bilancio posti e nonostante il miglioramento del Pil che, tuttavia, non è tale da permettere di allentare gli stessi vincoli. E tra le misure che certamente saranno rilanciare nella prossima manovra, sempre stando a quanto dichiarato dal ministro dell’Economia, ci sarà l’occupazione giovanile.

Ma si tratta di un annuncio che non lascia ben sperare in meglio, considerando le intenzioni dello stesso ministro, particolarmente appoggiato anche dal collega ministro del Lavoro, di rilanciare l’occupazione giovanile attraverso un nuovo piano di taglio del cuneo fiscale per le neo assunzioni dei giovani under 29, soglia anagrafica che però, stando alle ultime notizie, potrebbe essere portata a 32 anni. Nonostante si tratti di un piano di incentivi per assumere i giovani oggi senza occupazione è difficile che tali assunzioni possano avvenire in mancanza di opportunità lavorative. Senza lavoro non si crea lavoro, per cui il punto di partenza di rilancio dell’occupazione più che incentivi alle assunzioni dovrebbe essere creare nuovi posti di lavoro. E, come ben sappiamo, si tratta di una possibilità che solo l’attuazione di importanti novità per le pensioni potrebbe creare.
 

Novità per le pensioni importanti ancora rimandate e non prioritarie

Tuttavia, lo stesso ministro dell’Economia ha più volte ribadito come novità per le pensioni profonde come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere non siano ancora prioritarie per rilanciare l’economia reale del nostro Paese. Nulla di più errato, però. Sappiamo infatti che le ridotte possibilità occupazionali di oggi, nel nostro Paese, sono certamene dettate dalla mancanza di lavoro per via di crisi aziendali e realtà che a causa della crisi hanno chiuso, togliendo posti di lavoro agli italiani, ma anche dalle attuali norme pensionistiche che allungando l’età pensionabile per tutti, costringendo i lavoratori più anziani a rimanere sempre più in attività, impediscono ai giovani di entrare nel mondo del lavoro, a tutto discapito di un generale rilancio economico.

Approvare, infatti, novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcuna penalità rappresenterebbe la migliore decisione pensionistica per tutti e per risolvere i grandi problemi causati dall’attuale riforma che non ha tenuto di determinate specificità lavorative penalizzando soprattutto alcune categorie di lavoratori, come precoci e usuranti. Ma non solo, perché permetterebbero di:

  1. rilanciare l’occupazione giovanile, attraverso prepensionamenti dei lavoratori più anziani e dando nuovo avvio al ricambio generazionale;
  2. rilanciare la produttività, grazie all’impiego dei giovani, esperti conoscitori delle più moderne tecnologie;
  3. rilanciare i consumi, grazie a pensioni sicure e nuovi stipendi certi;
  4. accumulare nuovi risparmi, seppur nel lungo periodo.

A questi vantaggi, che ancora il ministro dell’Economia non considera e sottovaluta, si aggiungerebbe anche la questione costi: per il nuovo piano di taglio del cuneo fiscale, stando alle ultime notizie, servirebbero circa 2 miliardi di euro all’anno, per tre anni, una cifra complessivamente importante che comunque è alta tanto quanto richiesto dalle novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti, finora sempre rimandate perchè considerate troppo costose, e per cui servirebbero, rispettivamente, tra i e 10 miliardi di euro, e circa 5 miliardi di euro. Bisognerà ora capire quali potranno essere le novità per le pensioni, pur minime, che potranno essere effettivamente inserite nella nuova manovra, tra miglioramenti di ape volontaria e modifiche per ape social e quota 41 e ape social per le donne.

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di Marianna Quatraro pubblicato il