Pensioni 2018 di vecchiaia e anzianità uomini e donna come cambiano gli anni e come uscire prima

Requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione di vecchiaia e anzianità il prossimo 2018: adeguamento dell’età di uscita tra uomini e donne in vista

Pensioni 2018 di vecchiaia e anzianità u

Pensioni 2018 vecchiaia anzianità cabiamenti uscire prima



Come cambiano le pensioni dal 2018? Mentre si continua a parlare di richieste di novità per le pensioni, con particolare riferimento alla revisione delle aspettative di vita, considerando che le novità per le pensioni importanti di quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere sono già state rimandate perché ancora considerate troppo costose e non prioritarie per il rilancio economico del nostro Paese, dal prossimo anno 2018 l'età pensionabile delle donne sarà parificata a quella degli uomini e anche loro per andare in pensione di vecchiaia dovranno raggiungere i 66 anni e 7 mesi. Dal prossimo anno, infatti, l’età pensionabile non subirà alcuno scatto all’insù, cosa che invece, se non dovessero modificate le aspettative di vita, avverrà dal primo gennaio 2019, quando l’età pensionabile passerà da 66 anni e sette mesi a 67 anni. Non cambiano, dunque, il prossimo anno gli anni generali per la pensione di tutti ma cambiano solo gli anni necessari per andare in pensione di vecchiaia per le donne, la cui età si adeguerà a quella degli uomini.

Pensione di vecchiaia uomini e donne: requisiti e per chi vale

La pensione di vecchiaia per lavoratori dipendenti e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata. Fino al 31 gennaio 2018, i requisiti di pensione da raggiungere sono: per uomini e donne del comparto pubblico 66 anni e 7 mesi, e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne di contributi. Il requisito anagrafico di 66 anni e sette mesi vale anche per le lavoratrici e i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell'Inps, e per i lavoratori dipendenti iscritti all’AGO e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap. La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata all’Inps esclusivamente online.

Pensione di anzianità uomini e donne: requisiti e per chi vale

Per quanto riguarda la pensione di anzianità, non cambierà nulla il prossimo anno. Abolita dal momento dell'entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche, sostituita dalla pensione anticipata, ma che continua a essere erogata a chi al 31 dicembre 2011 avesse maturato almeno 35 anni di contributi, la pensione anticipata permette ai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta ma sulla base del calcolo dei contributi previdenziali versati richiesti che per il triennio 2016-2018 che sono di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Prima dell’entrata in vigore della attuali norme previdenziali, per raggiungere la pensione di anzianità bisognava maturare 40 anni di contributi.


Sistemi per uscire prima nel 2018

Tra i sistemi per uscire prima ne 2018 insieme ad ape volontaria e ape social e quota 41 ad essa collegata che, si spera, arrivino in  breve tempo considerando anche l’arrivo ufficiale del decreto ufficiale relativo all’ape volontaria, c’è anche possibilità di andare in pensione a 64 anni per impiegati dipendenti del settore privato, che abbiano maturato almeno 36 anni di contributi o 61 anni di età con 35 di contributi entro il 31 dicembre 2012, e per le impiegate che abbiano raggiunto 60 anni di età e 20 anni di contributi, sempre entro il 31 dicembre 2012, a condizione di essere regolarmente impegnati in una attività dipendente nel settore privato al 28 dicembre 2011.

Ape volontaria e ape social e quota 41

Nell’attesa di conferme di eventuali modifiche e miglioramenti relativi alle condizioni di accesso alle novità per le pensioni di ape volontaria e ape social e quota 41, la nuova manovra finanziaria dovrebbe prevedere l’entrata in vigore ufficiale di queste stesse novità per le pensioni, già approvate dal precedente esecutivo e che, in realtà, avrebbero dovuto essere già in vigore dallo scorso maggio 2017. E infatti si tratta di novità per le pensioni che saranno retroattive al primo maggio 2017.

L’Ape volontaria permette di andare in pensione prima al lavoratore che al primo maggio 2017 abbia raggiunto i 63 anni e maturato 20 anni di contributi, richiedendo un prestito di anticipo della pensione finale che sarà erogato dalle banche, attraverso l’Inps, e da rimborsare con un piano 20ennale e relativo calcolo dei tassi di interesse che le stesse banche applicheranno. L’entità dei tassi di interessi, però, è ancora sconosciuta così come devono ancora essere ufficializzate le condizioni delle polizze assicurative che dovranno essere obbligatoriamente stipulate da coloro che richiedono il prestito per uscire prima per copertura di eventuali costi rimanenti in caso di premorienza. E proprio questi due elementi permetteranno di capire quanto sarà effettivamente conveniente uscire prima, di qualche anno solo, con l’ape volontaria.


Passando all’ape social, i requisiti prevedono il raggiungimento di determinati requisiti anagrafici e contributivi ma si tratta di una novità per le pensioni esclusivamente valida per categorie di persone considerate svantaggiate e che sono:

  1. disoccupati che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi, a condizione di aver esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. disabili che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. usuranti che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività inquadrate come faticose.

La lista delle attività usuranti comprende:

  1. facchini;
  2. spazzini;
  3. macchinisti e personale viaggiante ferroviario;
  4. autisti di mezzi pesanti e camion;
  5. infermiere ed ostetriche;
  6. lavoratori impiegati nel settore edile;
  7. maestre d’asilo nido ed educatori di asilo;
  8. lavoratori addetti all’estrazione e alla lavorazione dell’amianto;
  9. addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti;
  10. conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  11. conciatori di pelli e di pellicce.

Ape social donna: proposta e possibili novità 2018

Stando alle ultime notizie, dal prossimo anno, in base a quanto accadrà con la nuova manovra finanziaria, potrebbe entrare in vigore la novità per le pensioni dell’ape social donna che, stando alla proposta avanzata dall’esecutivo, dovrebbe prevedere uno sconto contributivo per le lavoratrici, che dovrebbe essere di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni se nel nucleo familiare vi siano quattro figli. In questo caso i contributi richiesti per andare in pensione prima con l'ape social si ridurrebbero da 30 a 28. Questo sconto contributivo permettere alle donne di entrare a far parte di quelle categorie di persone che possono accedere all’ape social per andare in pensione prima ma senza alcuna decurtazione sulla pensione finale, come previsto, per esempio, dall’opzione donna.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il