Evasione fiscale: controlli, obiettivi, metodi. Cosa cambia Agenzia Entrate spiega da tre comunicati

Il numero uno dell'Agenzia delle entrate traccia la rotta da seguire per il contrasto all'evasione fiscale con l'ausilio di organizzazioni internazionali, Fiamme gialle e procure.

Evasione fiscale: controlli, obiettivi,

Evasione fiscale, controlli e obiettivi



L'Agenza delle Entrate ha portato diverse modifiche per quanto riguarda i controlli, i metodi e gli obiettivi in parte già entrati operativi, altri in via di realizzazione. E li ha spiegati a tutti gli interessati con tre comunicati ufficiali

C'è il tema dell'evasione fiscale al centro degli interessi e degli sforzi dell'Agenzia delle entrate. E anzi, in questo particolare periodo sembra che non perda occasione per ribadire le sue intenzioni, gli strumenti da adottare e gli obiettivi da voler raggiungere. Agli annali è passato l'intervento del direttore Ernesto Maria Ruffini alle commissioni competenti, secondo cui il Fisco di domani sarà meno persecutorio e vessatorio (o almeno cercherà di perdere questa nomea) per assumere un aspetto più conciliate e comunicativo coni i contribuenti. Il percorso è in realtà già iniziato, argomenta, ma nei prossimi mesi troverà una maggiore realizzazione. Di recente la stessa Agenzia delle entrate ha diffuso una serie di comunicati di chiarimenti e di spiegazioni delle future mosse in tema di lotta all'evasione.

Sempre più spazio alla dichiarazione precompilata

Ecco allora che seguendo la tendenza degli ultimi anni, nella dichiarazione precompilata, sia per quella riferita a lavoro dipendente ovvero il 730 e sia per quella per lavoro autonomo ovvero il modello Redditi, sarà assegnato uno spazio sempre maggiore ai contribuenti. In qualche modo la volontà è di cambiare la percezione che si ha dell'Agenzia delle entrate e di trasformarla da controllore a consulente. Più che di dichiarazione, argomenta Ruffini, si tratta di quella che definisce la somma di raccolta dei dati, calcolo dell'imposta, comunicazione al contribuente e prelievo alla fonte. Il riferimento va al fisco britannico, considerato evidentemente un esempio. In qualche modo il fisco promette di evitare errori senza aspettare che si verifichino per poi dare loro la caccia con gli accertamenti formali. Insomma, prevenire anziché controllare. A detta del numero uno dell'Agenzia di via XX settembre, il cosiddetto controllo della massa dei contribuenti risale al momento dell'adempimento trasformandosi in servizio. A valle resta quello dei soggetti a rischio o più rilevanti.

Banche dati perno della lotta all'evasione

Al netto delle discussioni intorno all'efficacia del contrasto all'evasione fiscale ovvero agli evasori (o potenziali tali) presi di mira, resta vivo il discorso sulle banche dati. A tal proposito il direttore Ruffini, così come poi confermato dall'Agenzia delle entrate con un comunicato formale, ha ribadito l'importanza di una banca dati finalizzata non solo alla lotta all'evasione, ma che rappresenti il fulcro del dialogo con il contribuente, il contenitori di tutti gli atti, i documenti e i dati che lo riguardano. Stando alle sue intenzioni, su questa nuova banca dati si dovrebbero basare i servizi prima ancora che i controlli del fisco. Insomma, secondo il direttore delle Entrate deve diventare la base di comunicazione tra fisco e contribuente, eliminando modulistica e flussi cartacei. Obiettivo realmente raggiungibile? Le risposte arriveranno con il tempo.

Fisco più collaborativo

C'è poi una sorte di appello lanciato dal vertice dell'Agenzia delle entrate. L'evasione fiscale in Italia trova supporto in schemi internazionali e punta perciò a sfruttare tutte le possibili sinergie informative e a coordinarsi al massimo con gli altri organi interessati. In questo caso il riferimento non può che andare a organizzazioni internazionali, Fiamme gialle e procure. Allo stesso tempo si dichiara intenzione a cogliere le opportunità offerte dalle iniziative dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e della Unione europea. Sempre in occasione dell'intervento su "Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto", organizzato a Milano dall'Università europea di Roma, ha poi rilanciato sull'importanza dei servizi ai contribuenti, insieme all'accertamento e alla riscossione, per l'allestimento di un sistema fiscale efficiente e che la riorganizzazione dell'Agenzia delle entrate pone accanto all'area contribuenti. In definitiva, argomenta Ruffini, la sua intenzione è riorientare l'attività per tipo di contribuenti, gestendo il percorso dal momento in cui la somma è accertata a quello in cui è incassata e garantendo loro un unico punto di riferimento".

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di Chiara Compagnucci pubblicato il