Obesità: perdere chili trasformando il grasso cattivo in buono

Nuove scoperte della medicina per la perdita di peso. Tutto sta nella distinzione tra grasso buono e grasso cattivo. La sfida è stata ufficialmente lanciata.

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Obesità: perdere chili con le nuove ricerche



L'obesità è una vera e propria piaga sociale. La chiamano anche la malattia del benessere. Sono tante le patologie correlate al peso eccessivo. Per perdere i chili in più c'è una nuova strada tracciata dalla medicina moderna. Una distinzione tra grasso buono e grasso cattivo. La salute passa ancora una volta per la corretta alimentazione.

Per chi è alle prese con qualche chilo di troppo si tratta di un sogno: trasformare il grasso in eccesso in una opportunità anziché in un problema. Il concetto è semplice: i tessuti adiposi possono diventare lipidi brucia grassi. Anzi, i dubbi sono diventati certezze nelle esperienze di laboratorio sui topi. Resta ora da scoprire se anche sugli uomini sarà possibile ottenere gli stessi risultati. Gli studiosi della School of Medicine della Washington University di Saint Louis scommettono di sì e sono pronti a rivoluzionare il modo in cui viene considerata e trattata l'obesità. L'aspetto chiave da comprendere è la distinzione tra grasso buono e grasso cattivo. Qui si gioca la partita.

Obesità: perdere chili con le nuove ricerche

Provando allora a chiarire le idee, il grasso cattivo è quello che si trova attorno a vita, alle cosce e ai fianchi. In buona sostanza è utile solo per favorire l'accumulo. Il grasso buono si nella zona delle spalle e del collo e soprattutto assolve a un'altra funzione: produce calore e dunque aiuta a monitorare il peso complessivo. Ecco allora che, secondo gli scienziati, colpendo una proteina del grasso bianco è possibile convertire il grasso cattivo in un tipo di grasso che contrasta l'obesità. Il tutto ricordando come la questione dell'obesità non va ricondotta a soli motivazioni di carattere estetici, seppur importante sotto il profilo dell'autostima o delle relazioni. Ma anche e soprattutto a ragioni di salute poiché coloro che sono in sovrappeso sono più soggetti a problemi con il cuore e diabete, solo per citarne due.

Gli scienziati a stelle e strisce hanno individuato la chiave di volta nel blocco della proteina PexRAP. La conseguenza è stata sorprendente: il tessuto adiposo bianco è stato in parte convertito in una forma differente che brucia calorie. Al pari di quanto succede con il grasso buono del collo e delle spalle nell'uomo di cui abbiamo accennato. Come hanno argomentato i ricercatori, i topi hanno livelli molto bassi di PexRAP e quando sono stati collocati in un ambiente freddo, anche i livelli della proteina sono diminuiti nei grassi bianchi, permettendo al grasso di comportarsi più come il grasso bruno. Il freddo, hanno spiegato con attenzione, spinge grassi bruni e beige a bruciare l'energia e a produrre calore.

Dai topi all'uomo: cosa succede

La sfida è adesso riuscire a scoprire se il medesimo trattamento è applicabile sull'uomo obeso per faro diventare più snello nonostante la stessa quantità e tipologia di cibo mangiata rispetto all'uomo magro. La controindicazione è infatti lo sviluppo di febbre o il surriscaldamento del corpo, da scongiurare per evitare di passare dalla padella alla brace. Si tratta comunque di un sentiero di studio da percorrere, considerando che gli stessi medici hanno messo alla luce come l'impatto dei tumori causati da sovrappeso e obesità sia più grande di quanto finora immaginato. Lo stile di vita, la dieta, il mantenimento del peso e l'attività fisica possono avere un forte impatto nella riduzione del rischio di cancro. Viene suggerito che che la perdita di peso in sovrappeso sia in grado aumentare la loro sopravvivenza e ridurre le recidive del cancro, al di là delle future scoperte in tema di riduzione dell'obesità con i progressi della medicina.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il