Bollette 28 giorni, per consumatori è uno dei diversi problemi con gli operatori

Quello delle bollette telefoniche ogni 28 giorni è solo il più recente dei problemi con cui, direttamente o indirettamente, sono alle prese i consumatori italiani.

Bollette 28 giorni, per consumatori è un

Bollette telefoniche quattro settimane



Vi sono una serie di problemi che contraddistinguono nell'ultimo periodo il rapporto tra operatori e consumatori tracui quello delle bollette a 28 giorni è uno dei più evidenti, ma non è l'unico.

Le principali attenzioni mediatiche sono adesso tutte indirizzate verso il cambiamento della tariffazione delle bollette telefoniche da un mese a 28 giorni, ovvero invece di 30 giorni. Uno scherzetto che costringerà i consumatori italiani a versare alla fine dell'anno una mensilità in più. E il rischio maggiore, come dimostra il caso della pay TV, è quello dell'emulazione ovvero che anche altre società di differenti servizi possano proporre la stessa tempistica. Sulla questione sono intervenuti prima l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (due volte) e poi l'esecutivo. E a febbraio sarà il turno dei giudici amministrativi, chiamati a pronunciarsi dagli stessi operatori telefonici. Insomma, si tratta di una questione che non si arresterà con la richiesta di una multa e, soprattutto, non si è l'unica che tiene sulle spine i consumatori.

Non solo bollette telefoniche quattro settimane: altri problemi per i consumatori

Ci sono dunque altri problemi per i consumatori che vanno al di là della questione tutta da definire delle bollette telefoniche ogni quattro settimane. Esiste ad esempio un problema sicurezza sotto gli occhi di tutti che non viene affrontato. I personali numeri di telefono sono sempre più preziosi (sono ad esempio utili anche per le operazioni di Internet banking in sede di autenticazione) e come tali sono sempre più ricercati dai cybercriminali. Gli operatori telefonici non solo fanno poco o nulla per innalzare il livello di sicurezza, ma gettano quasi la spugna per via dei costi elevati. In buona sostanza, tutto è rinviato alle accortezze e alle attenzioni dei singoli utenti.

E attenzione a quelli che sembrano vere e proprie truffe ovvero l'attivazione di servizi non desiderati come la segreteria telefonica o la navigazione in 4G. All'inizio viene proposta la gratuità o per poi applicare il prezzo pieno per un sevizio mai richiesto. Come rilevato dall'Agcom, la procedura riguarda i servizi in browsing ovvero quelli che che prevedono la fruizione a pagamento di contenuti digitali come news, immagini, video e audio in streaming, mediante accesso ad aree a pagamento di siti web, wap, mobile Internet.

Il passaggio dalle bollette a quattro settimane e non più su base mensile significa dunque che alla fine dell'anno i clienti pagheranno una mensilità in più. Per opporsi contro questa decisione unilaterale è possibile attivare la procedura di autotutela davanti al Corecom ovvero le strutture regionali di conciliazione. Per farlo occorre collegarsi con il sito dell'Agcom e compilare il Formulario UG. In alternativa è possibile associarsi al Codacons per una class action collettiva contestando la violazione dell'articolo 650 del codice penale, che punisce il mancato seguito ai provvedimenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L'associazione a tutela dei diritti dei consumatori fornisce assistenza e mette a disposizione sul suo sito un modello precompilato.

Le altre richieste dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Com'è naturale che sia, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni segue da vicino il comportamento degli operatori telefonici, sia sul fisso e sia sul mobile, e le pronunce recenti sono state indirizzate su tre aspetti specifici. Stando a quanto fissato dall'Agcom

  1. gli operatori di telefonia mobile che adottano una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, devono informare prontamente l'utente, tramite l'invio di un breve messaggio di testo, dell'avvenuto rinnovo dell'offerta;
  2. per la telefonia fissa, come abbiamo visto, la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione deve essere su base mensile o suoi multipli. Per la telefonia mobile la cadenza non può essere inferiore a quattro settimane. In caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, prevale la cadenza relativa a quest'ultima;
  3. l'utente di servizi prepagati di telefonia ha sempre il diritto di conoscere le informazioni sul proprio credito residuo gratuitamente. Tale diritto viene assicurato all'utenza mediante accesso riservato, oltre che a una pagina consultabile nel sito web dell'operatore e applicazioni dedicate, ad almeno un messaggio informativo attraverso il numero telefonico di assistenza clienti o altro numero gratuito ovvero via SMS gratuito, digitando un codice.

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di Luigi Mannini pubblicato il