Legge 104: tre decreti Caregiver familiari assistenti. Modifiche per permessi, contributi, agevolazioni

Ecco quali sono le novità allo studio per migliorare la legge 104: dal riconoscimento formale della figura dell'assistente familiare ai contributi economici.

Legge 104: tre decreti Caregiver familia

Legge 104: contributi, agevolazioni, permessi



Una serie di modifiche nei tre decreti che potrebbero unirsi e diventare uno solo per quanto riguarda i familiari assistenti, i cosidetti caregiver, che andrebbero ad integrare, la legge 104
 

Oggetto del primo dei tre ddl che impatta in maniera significativa sulla legge 104 è il cosiddetto caregiver ovvero l'assistente che si prende cura di una persona in condizioni di non autosufficienza, a causa dell'età, di una malattia, di una disabilità. Si tratta di novità che, tra contributi, agevolazioni e permessi, possono rappresentare un importante spartiacque tra il primo e il dopo. Tutti e tre i testi sono adesso incardinati nelle commissioni di competenza a Palazzo Madama. Sulla base dell'innalzamento dei costi delle Residenze sanitarie assistenziali, delle sforbiciate ai fondi destinati al sostegno delle famiglie in cui vive una persona non autosufficiente e della frammentazione delle risposte assistenziali, l'idea è di elevare la figura del caregiver.

In che modo? Introdurre il riconoscimento della qualifica a chi si prende cura, a titolo gratuito, di un familiare o di un affine entro il secondo grado che risulti convivente ovvero di un minore dato in affidamento per almeno 54 ore settimanali. In termini pratici significa corrispondere contributi figurativi equiparati a quelli da lavoro domestico e la possibilità di accedere al pensionamento anticipato con 30 anni di contributi versati.

Agevolazioni per le persone che forniscono assistenza a parenti e anziani

Come tutelare e dare valore a chi fornisce assistenza nell'ambito della legge 104? Questo disegno di legge fissa agevolazioni fiscali per chi decide di stare vicino al parente o affine entro il terzo grado ottantenne e che sia in possesso di requisiti ben precisi:

  1. la non titolarità di reddito ovvero il trovarsi in una situazione economica corrispondente a un valore non superiore a 25.000 euro annui
  2. convivente da almeno sei mesi

Per tutti loro viene immaginata na detrazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 19 per cento delle spese sostenute fino alla soglia di 10.000 euro all'anno. Di più: a chi non è titolare di reddito o è incapiente, presta assistenza in favore del parente o affine, l'Istituto nazionale della previdenza sociale è chiamato a versare fino a 1.900 euro all'anno a titolo di rimborso spese. Previsto poi l'incentivo al part time prevedendo che i lavoratori dipendenti che assistano un parente o affine possano richiedere al datore di lavoro la trasformazione reversibile del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale fino al 50 per cento e per un periodo massimo di due anni.

Riconoscimento e valorizzazione del caregiver familiare

Sono le norme sulla legge 104 a dimostrare come il caregiver non goda di alcun riconoscimento giuridico. Questo terzo disegno di legge si pone l'obiettivo quello di compiere il primo passo. Oltre al riconoscimento formale di questa figura, viene stabilito che il Ministero del Lavoro debba promuovere accordi con le rappresentanze

delle compagnie assicurative affinché prevedano premi agevolati per le polizze stipulate dal caregiver familiare che opera nell'ambito del piano di cura, per la copertura degli infortuni o della responsabilità civile collegati all'attività prestata. Al caregiver è riconosciuto il beneficio della detraibilità dal reddito ovvero del credito d'imposta al 50 per cento delle spese sostenute per la cura del proprio assistito fino a a 1.000 euro all'anno.

Da parte sua il Ministero dell'Istruzione viene poi coinvolto nella promozione nelle scuole secondarie di primo e secondo grado di campagne d'informazione per sensibilizzare sul valore sociale dell'attività di cura e di assistenza familiare nel contesto della legge 104. Dal punto di vista formale, con caregiver familiare viene definita la persona che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura di una persona non autosufficiente o comunque in condizioni di necessario ausilio di lunga durata, non in grado di prendersi cura di sé. E ancora: l'aiuto prestato, in base alla situazione di bisogno della persona assistita, può caratterizzarsi in diverse forme. In particolare

  1. assiste e si prende cura della persona e del suo ambiente domestico
  2. la supporta nella vita di relazione
  3. concorre al suo benessere psico-fisico
  4. la assiste nel disbrigo delle pratiche amministrative
  5. si rapporta e si integra con gli operatori del sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari-professionali

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il