Agenzia Entrate: multe e cartelle con errori o non chiare. Come procedere, soluzioni

Gli errori in cui l'Agenzia delle entrate può incorrere nella riscossione delle somme non percepite possono essere sia di tipo formale e sia di contenuto, contro i quali occorre proporre ricorso.

Agenzia Entrate: multe e cartelle con er

Errori nelle cartelle: quali sono



Vi possono essere differenti errori per le cartelle inviate dall'Agenzia delel Entrate o multe mandate dalla stessa o da altri, ma anche elementi poco chiari. Per ciasuno si possono intraprendere strade diverse con soluzioni che possono portare fino all'annullamento.

Quando si parla di errori non occorre tirare in ballo sempre e solo il contribuente. Anche l'Agenzia delle entrate può sbagliare e sbaglia, come dimostra la tonnellata di ricorsi che riceve per cartelle esattoriali contenenti calcoli errati. Si tratta di un fenomeno molto più diffuso di quanto potrebbe sembrare e rispetto al quale non solo occorre prendere coscienza, ma anche essere in grado di predisporre le necessarie contromisure ovvero le soluzioni più adatte. I passaggi sono chiari: il contribuente non paga una muta o una imposta, l'Agenzia delle entrate si mette in moto e richiede formalmente la somma dovuta. Ma aggiunge una multa per il ritardo e interessi. Ed è proprio qui che si potrebbe nascondere l'errore più comune: nel calcolo degli importi supplementari applicati dalle Entrate. Ma non sono gli unici.

Errori nelle cartelle: quali sono

Nella fase di calcolo degli interessi si annidano dunque le maggiori possibilità di sbaglio della sezione Riscossione dell'Agenzia di via XX Settembre. Nulla va perciò dato per scontato e il consiglio è di verificare con attenzioni i conteggi ricevuti. Ma c'è un altro aspetto di cui tenere conto: le Entrate sono tenute a specificare in maniera analitica in che modo si è arrivati a quella somma. C'è una sentenza della Cassazione che ha messo nero su bianco come la vita del contribuente vada semplificata e che spetta all'esattore specificare le percentuali applicate e gli interessi in vigore. In caso contrario è possibile fare opposizione per chiedere la cancellazione della cartella.

Il secondo caso comune in cui l'Agenzia delle entrate scivola più di frequente nell'elaborazione delle cartelle esattoriale inviate al contribuente è quello dell'anatocismo. Di che si tratta? Del calcolo di interessi su interessi, espressamente vietato dalle legge al pari degli interessi sulle sanzioni. In questa situazione, la soluzione non può essere altro che il ricalcolo degli interessi e dell'aggio per l'individuazione dell'importo corretto. Una precisazione: la parole definitiva sulla somma da versare spetta al giudice, al quale rivolgersi secondo precise scadenze:

  1. 30 giorni per le multe per violazione del Codice della strada
  2. 40 giorni per le questioni relative e contributi Inps e Inail
  3. 60 giorni nella quasi totalità dei casi

Cartelle non chiare o con errori: cosa fare

Se il contribuente ritiene infondato l'addebito delle somme indicate nella cartella, può proporre opposizione chiedendone l'annullamento totale o parziale. Se l'ufficio dell'Agenzia delle entrate ne riscontra l'illegittimità, è tenuto ad annullarlo in base alle norme sull'autotutela. Se il contribuente ha già pagato deve essere rimborsato. Oltre all'istanza di autotutela, il contribuente può impugnare la cartella per chiederne l'annullamento totale o parziale vero e proprio alla Commissione tributaria o (anche in contemporanea) all'ufficio che ha emesso il ruolo. Il debitore che impugna una cartella, deve ricorrere

  1. contro l'ente impositore, come l'ufficio dell'Agenzia delle entrate per i tributi erariali, se contesta la legittimità della pretesa
  2. contro l'agente della riscossione se contesta vizi dell'attività

Quando una cartella di pagamento viene dichiarata illegittima da una Commissione tributaria, il contribuente ha diritto a ottenere lo sgravio dall'ente entro 90 giorni dalla notifica della decisione. A quel punto viene fissato il rimborso delle eventuali somme che il contribuente ha versato prima della decisione. Viene erogato presso l'gente della riscossione. Se l'ufficio competente non dispone in modo tempestivo lo sgravio, le norme del contenzioso tributario consentono al contribuente di ricorrere al giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della decisione della Commissione tributaria. Infine, se il contribuente non paga nei termini previsti una cartella e non presenta ricorso, e non interviene un provvedimento di sospensione o annullamento da parte dell'ente impositore o della Commissione tributaria, l'agente della riscossione procede con il recupero forzato.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il