Ebay: no imposte e iva europea più alta. Rischi rincari prezzi prodotti in vendita online. Al via petizione

La piattaforma attiva nelle vendite via web chiama a raccolta gli utenti per evitare l'aumento delle tasse che si potrebbero tradurre in un aumento dei prezzi.

Ebay: no imposte e iva europea più alta.

eBay: no a tasse maggiori



Ebay si è detta preoccupata del possibile aumento dell'iva europea e delle imposte sulle società di e-commerce tanto da lanciare una petizione online spiegando che i prodotti in vendita su Internet potrebbero subire degli aumenti di prezzo.

Non solo ha manifestato apertamente la sua contrarietà nei confronti di quelle norme allo studio che prevedono l'aumento delle tasse a suo carico e più in generale nei confronti di quelle società che lavorano con il web. Ma eBay, tra le più popolari piattaforme attive sul fronte del commercio elettronico, ha anche lanciato una petizione pubblica per chiedere a Bruxelles di non aumentare l'Imposta sul valore aggiunto, così come allo studio. Ma, anzi, prevedere disposizioni a tutela delle piccole imprese e dei consumatori. Perché proprio questo è il rischio maggiore: un aumento del livello medio dei prezzi per i prodotti acquistati via web per finanziare l'aumento delle tasse. Insomma, la partita è aperta e coinvolge interessi che vanno ben al di là dell'aspetto economico per coinvolgere differenti visioni di politica sul rapporto tra commercio via Internet e vendite nei confini nazionali.

Ebay a difesa delle piccole imprese per le vendite online

Da una parte c'è allora Bruxelles che punta alla revisione del regime Iva ovvero ad aumentare questa imposta e eBay che si fa portavoce per difendere gli interessi delle piccole imprese. Ma perché questa decisione da parte di quella che in realtà è una grande multinazionale attiva sulla Rete? Semplicemente perché per come è strutturata, eBay non vende nulla in maniera diretta, ma sono i venditori professionali che sfruttano il suo sito a essere coinvolti. Le ripercussioni sarebbero dunque indirette, ma nient'affatto meno impattanti. Da qui allora la tripla richiesta: no a nuove imposte sulle vendite online, sì al contenimento dei prezzi (per i venditori e dunque per i clienti finali) con il regime adesso in vigore e sì alla riduzione dell'incidenza della burocrazia. Stando a quanto previsto, anche le piccole imprese con fatturato di 10.000 euro saranno soggette all'aumento delle tasse.

Di conseguenza, molte di loro sarebbero tentate di abbandonare la pista dell'online per mancanza di convenienza o comunque di effettuare altre scelte rispetto all'investimento in questo settore, limitando il ventaglio delle opportunità per gli stessi utenti. Per scongiurare scenari poco desiderabili, eBay chiama in gioco gli stessi utenti con una raccolta di sottoscrizioni - raggiungibile all'indirizzo ebaymainstreet.com/it/petizione/2017/vat - in cui è sufficiente inserire i propri dati personali (eventualmente è anche possibile barrare la casella di essere un venditore professionale) e cliccare sul pulsante Firma ora. Naturalmente se d'accordo con quanto indicato nel testo liberamente consultabile.

eBay: prezzi bassi senza tasse alte

eBay gioca allora la carta del coinvolgimento degli utenti. Gli orizzonti che prefigura sono tutt'altro che rassicuranti: "Non solo i prezzi aumenteranno, anche la scelta dei consumatori verrà drasticamente ridotta, poiché le piccole aziende fanno fatica a esportare nella Ue". In sintesi, come argomentato dalla società:

  1. le piccole imprese con vendite europee di appena 10.000 euro saranno soggette a nuove regole Iva
  2. anziché espandere il mercato unico digitale, molte piccole imprese potrebbero decidere di esportare meno, minando la crescita economica favorita da Internet
  3. l'aumento delle tasse andrà a colpire i consumatori europei in un momento che vede le famiglie già penalizzate da una perdita del proprio potere di acquisto
  4. la proposta si rivelerebbe penalizzante per le micro-imprese e le realtà artigianali di minori dimensioni per le quali le piattaforme commerciali online sono uno strumento vitale per raggiungere nuovi mercati ed espandere l'attività

Per aumentare il grado di coinvolgimento, eBay ha anche inviato una mail agli iscritti contenenti le medesime argomentazioni. "Fermiamo insieme questa proposta - si legge -. Non possiamo schierarci contro questi cambiamenti senza il tuo aiuto. Fai sentire la tua voce: firma la nostra petizione". Vale la pena evidenziare come non ci sia alcun passaggio alla cosiddetta tassa su Internet a carico delle multinazionali del web, quelle che pagano le imposte nel paese di residenza fiscale e non in quello in cui fatturano.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il