Agenzia Entrate: cartella, tutte le voci nuove aggiornate e vecchie. E come non pagare

Le cartelle inviate dall'Agenzia delle entrate devono essere strutturate in un modo ben preciso e con l'indicazione di voci imprescindibili, pena annullamento.

Agenzia Entrate: cartella, tutte le voci

Agenzia Entrate: le voci della cartella



Quando viene inviata una cartella dalle'Agenzia delle Entrate, occorre saper leggere molto bene tutte le voci anche perchè parte di queste soono nuove, aggiornate. E da queste, ma non solo si può stabilire se è proprio obbligatorio pagare.

Quello della cartella esattoriale inviata dall'Agenzia delle entrate al contribuente è uno dei passaggi più delicate. Dai suoi contenuti e dalla forma (tempi d modi dell'invio) dipende la sua regolarità ovvero se il destinatario è chiamato o meno ad aprire il portafogli. Dopo aver fatto i controlli e gli accertamenti ritenuti necessarie, le Entrate sintetizzano le conclusioni in un documento in cui sono inclusi la motivazione della pretesa associata alla mancanza contestata, le maggiori imposte per le inadempienze del contribuente, le sanzioni da aggiungere all'importo non riscosso. Nello stesso atto, l'ente di riscossione spiega come sanare le mancare riscontrate e come chiedere, se il contribuente pensa che la richiesta dell'amministrazione non sia corretta, un intervento di annullamento in autotutela, oltre alle modalità e ai tempi per difendersi davanti alla locale Commissione tributaria. Insomma, questo è uno dei classici casi in cui la forma vale quanto la sostanza.

Agenzia Entrate: le voci della cartella

Qualcosa di nuovo c'è perché non sono trascorsi neanche tre mesi dall'adozione delle nuove cartelle da parte dell'Agenzia delle entrate. Quali sono allora le caratteristiche e le voci contenute in questo importante atto? Innanzitutto il frontespizio ospita

  1. l'esposizione della causale da cui è scaturita l'iscrizione a ruolo
  2. l'anno di imposta
  3. il prospetto nel quale viene spiegata la spettanza delle somme
  4. la lista degli Enti creditori delle somme contenute nella cartella, eventualmente differenziata per colore

In seconda battuta, la nuova cartella esattoriale dell'Agenzia delle entrate è divisa in due parte. La prima contiene le informazioni relative

  1. alle modalità di pagamento dell'importo richiesto
  2. alla richiesta di sospensione della cartella
  3. alle modalità di presentazione del ricorso nei confronti dell'agente di riscossione
  4. ai contatti a cui rivolgersi per chiarimenti

Infine, la seconda parte della cartella, così come riorganizzata, è adesso composta dalla descrizione dei dati contabili e della causale del ruolo emesso dall'ente creditore, come agenzie fiscali, Comuni o Regioni.

Come si può non pagare una cartella

Tenendo presente come anche l'Agenzia delle entrate può sbagliare al pari del contribuente, dal punto di vista tecnico le cartelle vanno sempre pagate se nella pretesa e nella forma sono corrette. Tuttavia, se il contribuente pensa che ci siano errori di qualunque tipo ha davanti a se due strade. Se il controllo è stato di tipo formale ovvero indirizzato proprio alla sua dichiarazione, può segnalare dati o elementi valutati erroneamente. Se l'ufficio provvede alla rettifica, il contribuente riceve un nuovo modello di pagamento con l'indicazione delle somme da versare rideterminate e può usufruire della riduzione della sanzione effettuando il versamento entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione. Se le imposte sono state pagate in ritardo - in ogni caso entro 90 giorni dalla prima data di scadenza. le sanzioni contenute nelle comunicazioni di irregolarità tengono conto della riduzione della sanzione ordinaria. Se la comunicazione è emessa a seguito di controllo automatico (a tutte le dichiarazioni presentate), può rivolgersi:

  1. a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle entrate, fornendo gli elementi comprovanti la correttezza dei dati dichiarati
  2. ai Centri di assistenza multicanale

Nel primo caso, se l'ufficio provvede alla rettifica, il termine per usufruire della riduzione della sanzione decorre dalla data di comunicazione della correzione. Al contribuente viene consegnato un nuovo modello di pagamento con l'indicazione dell'importo corretto. Trascorso il tempo (30 giorni) e in assenza del versamento richiesto, l'ufficio intraprende il procedimento ordinario di riscossione per il recupero dell’imposta, dei relativi interessi e della sanzione nella misura piena. Nel secondo caso, la documentazione necessaria per le correzioni può essere trasmessa anche tramite fax, il servizio Civis se abilitato a Fisconline, o via Posta elettronica certificata.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il