Agenzia Entrate: multe e cartelle controlli e pagamenti differenti tempi e prescrizioni

Si sono allungati i tempi a favore dell'Agenzia delle entrate per inviare una cartella esattoriale nel caso di riscossione di somme non ricevute.

Agenzia Entrate: multe e cartelle contro

Agenzia Entrate: tempi e prescrizioni



Vi sono differenti tempi sia per quanto riguarda le multe che le cartelle perchè debbano essere effettuati i controlli e poi, eventualmente, il pagamentodi sanzione. Così come le prescrizioni che permettono di non pagare.

Ci sono tempi ben precisi entro i quali l'Agenzia delle entrate può inviare una cartella di pagamento al contribuente che si presume non ha corrisposto quanto dovuto. Si tratta di un passaggio di primaria importanza perché nel caso di mancato rispetto delle tempistiche, la cartella può essere annullata, previa pronuncia della Commissione tributaria. E così come l'ente di riscossione deve agire per tempo per evitare che l'importo non versato non possa essere più richiesto perché scivolato in prescrizione, allo stesso tempo il contribuente ha un numero di giorni ben precisi entro i quali rivolgersi al giudice. In buona sostanza ci sono ragioni sia di tipo sostanziale e sia di tipo forma che regolano il rapporto tra contribuente e Agenzia delle entrate sul terreno del pagamento di multe e cartelle.

Entro quanto tempo l'Agenzia delle entrate deve inviare la cartella

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali in riferimento alla dichiarazione dei redditi, c'è una data ben precisa da avere presente: 1 gennaio 2016. Se la dichiarazione è stata presentata prima di questa data e il contribuente non ha indicato un compenso o un corrispettivo percepito, l'accertamento fiscale non può andare oltre il 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione, pena illegittimità. Nel caso di dichiarazione omessa o nulla, l'accertamento deve avvenire entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata la stessa dichiarazione. Oltre la data del primo gennaio cambiano i tempi di prescrizione: nei due casi indicati, l'accertamento fiscale deve intervenire rispettivamente entro il 31 dicembre del quinto anno ed entro il 31 dicembre del settimo anno. Di più:

  1. cartella di pagamento relativa alle somme dovute in base agli accertamenti degli uffici: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo
  2. cartella di pagamento per atti di recupero emessi a seguito dell'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'atto è divenuto definitivo

Tempi di pagamento e sanzioni

Per la violazione di un adempimento fiscale è prevista l'applicazione di una sanzione tributaria con i ritardi che si pagano a caro prezzo. Le sanzioni hanno carattere personale e riguardano solo chi ha commesso l'infrazione e non producono in alcun caso interessi. Entro il termine previsto per proporre ricorso, il contribuente può definire la controversia con il pagamento di un terzo della sanzione indicata nell'atto. Ecco allora in quadro delle principali sanzioni:

  1. Versamenti diretti omessi o ritardati: 30% dell'imposta dovuta. La sanzione è ridotta a 1/15 per ciascun giorno di ritardo, se il versamento è effettuato entro 15 giorni
  2. Dichiarazione imposte dirette omessa dichiarazione: dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 258 euro; da 258 euro a 1.032 euro se non sono dovute imposte. La sanzione è raddoppiabile per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. I presenza di redditi prodotti all'estero, le relative sanzioni sono aumentate di un terzo
  3. Dichiarazione imposte dirette dichiarazione infedele: dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza di credito. La sanzione si applica anche se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni o deduzioni
  4. Iva omessa presentazione dichiarazione annuale: dal 120% al 240% del tributo dovuto per il periodo d'imposta o per le operazioni che dovevano essere indicate in dichiarazione, con un minimo di 258 euro; da 258 euro a 2.065 euro, se il soggetto effettua solo operazioni per le quali non è dovuta imposta
  5. Iva infedele dichiarazione: dal 100% al 200% della differenza quando nella dichiarazione presentata risulta un'imposta inferiore a quella dovuta o un’eccedenza detraibile o rimborsabile superiore a quella spettante
  6. Imposte sui redditi e Iva omessa tenuta o conservazione della contabilità: da 1.032 euro a 7.746 euro. Le sanzioni sono raddoppiate se dalle irregolarità emergono evasioni dei tributi diretti e dell'Iva complessivamente superiori, nell’esercizio, a 51.645,69 euro

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di Chiara Compagnucci pubblicato il