Pensioni donna: uscire prima con Ape Social Donna o Opzione Donna prorogata. Differenze

Come funzionano ape social per donna e opzione donna: cosa cambia tre le due possibilità di uscita prima e prospettive

Pensioni donna: uscire prima con Ape Soc

pensioni ape social donna opzione donna differenze



Uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio nato: le ultime notizie riportano le nuove proposte avanzate dall'esecutivo per l'ampliamento dell'ape social alle donne. Secondo quanto annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, l'ipotesi al vaglio potrebbe essere quella di riconoscere il lavoro di cura della famiglia ai fini dei requisiti contributivi necessari da raggiungere per l'accesso all'ape social. Donne, dunque, al centro dell’attenzione dell’esecutivo ma secondo le ultime notizie potrebbe essere ancora prorogata l’opzione donna, in scadenza, ricordiamo, il prossimo 30 settembre. Ma quali sono le differenze tra una nuova possibile ape social per le donne e l’opzione donna?

Ape social donna: proposta dell’esecutivo

Stando alle ultime notizie, l’ape social donna dovrebbe prevedere uno sconto contributivo dovrebbe essere di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni. E, secondo le simulazioni, lo sconto massimo si avrebbe solo se nel nucleo familiare vi siano quattro figli. In questo caso i contributi richiesti per andare in pensione prima con l'ape social si ridurrebbero da 30 a 28. E questa appena riportata potrebbe essere l'unnica novità che potrebbe prospettarsi nella prossima manovra finanziaria relativa la novità per le pensioni di ape social. Stando alle ultime notizie, infatti, resterebbero assolutamente invariati gli altri requisiti di pensione richiesti per presentare domanda di ape social, dal requisito anagrafico alle categorie di persone svantaggiate che possono farne domanda.

Questa particolare ape social per le donne sarebbe stata l'unica novità per le pensioni per l'ape social di cui si è discusso nel corso dell’ultima riunione tenutasi qualche giorno fa tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali. L’ape social per le donne, esattamente con per le altre categorie di persone svantaggiate che possono accedere all’ape social, vale a dire disoccupati, lavoratori usuranti, invalidi e malati gravi, non prevede alcun costo e alcuna decurtazione sulla pensione finale. Si tratta di una novità per le pensioni che potrebbe sostituire l’attuale regime dell’opzione donna per l’uscita prima delle lavoratici anche se, come detto, le ultime notizie parlano anche di una sua eventuale proroga ulteriore.

Opzione donna per l’uscita prima delle lavoratici: requisiti e regole

A differenza dell’eventuale nuova ape social per le donne, l’opzione donna, invece, prevede forti decurtazioni sulla pensione finale di tutte coloro che decidono di anticipare la loro uscita dal lavoro rispetto all’attuale soglia di pensione fissata a 66 anni e sette mesi. Il regime ancora sperimentale dell’opzione donna offre la possibilità a tutte le lavoratrici sia statali che autonome e private di anticipare la propria età pensionabile rispetto all’attuale soglia anagrafica fissata di 66 anni e sette mesi.

In particolare, i requisiti richiesti sono:

  1. aver raggiunto 57 anni di età per le lavoratrici statali;
  2. aver raggiunto 58 anni di età per le lavoratrici autonome e private;
  3. aver maturato, in entrambe i casi, almeno 35 anni di contributi.

La possibilità di andare in pensione così tanto tempo prima rispetto momento della pensione finale è strettamente collegata all’accettazione da parte della lavoratrice di una decurtazione, che potrebbe essere anche pesante, sulla pensione finale. Le penalizzazioni sull’assegno finale, infatti, possono arrivare anche al 25-30%, perché chi decide di andare in pensione prima l’opzione donna dovrà calcolare il proprio assegno pensionistico solo con metodo contributivo, dicendo definitivamente addio al più vantaggioso sistema retributivo. La domanda di richiesta dell’opzione donna deve essere presentata all’Inps, direttamente online sul sito dell’Istituto di Previdenza, inserendo pin o spid; o può essere presentata, sempre all’Inps, tramite caf o patronato convenzionato. Anche l’ape social per le donne, se approvata, dovrà essere richiesta all’Istituto di Previdenza, esattamente come per tutte le altre categorie di persone che possono fare domanda di accesso all’ape social, seguendone, pertanto, le stesse procedure.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il