Banche: Rossi, rischi non del tutto superati. Per Bankitalia istituti devono cambiare

Sono stati superati i rischi maggiori, ma non ancora del tutto ed è necessaria una serie di modifiche sul modello degli istituti, delle loto attività sia in Italia che in tutta l'Ue

Banche: Rossi, rischi non del tutto supe

E' passato il febbrone ma alcuni rischi rimangono spiega Rossi di Bankitalia



Le banche italiane hanno superato il loro momento di crisi più acuto, ma non tutti i rischi sono comparsi definitivamente. E almeno su due direzioni fondametali occorre muoversi.

La situazione delle banche italiane non è ancora semplice, ma il momento più complesso sembra essere sato superato anche se bisogna essere cauti e al massimo. Lo ha spiegato Salvatore Rossi, direttore della Banca d'Italia, nell'incontro La banca nel nuovo ordinamento europeo: luci e ombre

La situazione attuale

Le nostre banche, così come come quelle europee, ma più ancora quelle italiane hanno rischiato e davvero tanto nel periodo di massima crisi finanziaria avendo un
modello vecchio, che in qualche modo le ha pure salvate da altri problemi, ma ne ha evidenziati numerosi altri. 
Ora la minaccia principale sembra non essere svanita, ma diminuita e i rischi vi sono sempre, soprattutto se non si saprà rinnovare il modello di creazione del valore
e del guadagno.

Cosa è necessario fare in Italia

Le nostre banche attraggono poco gli investitori non solo per il problema dei crediti incagiati, ma il rendimento del capitale dal 2012-2017 è stato praticamente
vicino allo zero, mentre negli Usa il 9%, nell'Ue il 2% e in Gran Bretagna il 3%.

E il motivo principale è che le banche italiane cercano di ottenere i propri introiti dai prestiti alle società, mentre si dovrebbe optare per dare consulenza alle
imprese sotto più aspetti fino a portarle nei vari mercati con le differenti quotazioni che sono possibili per accrescerne il potenziale, il valore, ma anche la
capcità produttive e nello stare nel mercato. O comunque, anche per quelle non quotabili, di renderle con la propria consulenza più produttive aiutandole anche nlla
propria struttura finanziaria ad essere più solide e trovare investitori e accordi a vari livelli per non essere dipendenti unicamente dai prestiti delle banche

Solo in questo modo le banche aiuteranno la ripresa, ma non solo, riusciranno ad essere più sicure e solide e migliorare il proprio ranking anche quelle che con una
prossima crisi potrebbe ritornare a rischiare

Il ruolo dell'Europa

Occorre proseguire con la riforma del sistema bancario in Europa, in modo particolare cercando di armonizzare le regole e i controlli anche degli enti di controlli, ma
poi nello stesso tempo una volta fatto questo, fare in modo che le regole diventino stabili e strutturali per vedere realmente che effetti avranno anche eprchè ci
vuole certezza e non una continua ricerca del nuovo che fa male al mercato. Un mercato, sia degli investitori, che dei politici e dei cittadini che deve capire che
quando una banca va male è una questione che non deve essere affrontato da un singolo Paese ma da tutta l'Ue.

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di Luigi Mannini pubblicato il