Evasione fiscale: la metà è Iva, un euro su due. Si studia soluzione

Nonostante gli strumenti adottati, il livello di evasione fiscale continua a rimanere molto alto e per l'esecutivo si pone il problema di trovare nuove strade.

Evasione fiscale: la metà è Iva, un euro

Evasione fiscale: la metà è Iva



Sono i numeri a svelare come l'evasione fiscale sia un tratto distintivo del contribuente italiano. Se poi sia concentrato su alcuni settori ovvero se il sistema messo in piedi per la sua individuazione sia efficiente, è un altro discorso. Resta l'evidenza che 87 miliardi di euro all'anno è una cifra di rilievo, rispetto a cui occorrono scelte coraggiose per rendere efficace l'attività di contrasto dello Stato. L'esecutivo pensa di avere la soluzione in tasca perché nelle intenzioni espresse con il Documento di economia e finanza, scrive testualmente come immagina di finanziare per due terzi i provvedimento allo studio con aumenti delle entrate. Non entra nei dettagli di questi obiettivi, ma tra le soluzioni allo studio c'è l'estensione della fattura elettronica tra privati e non solo nel rapporto con la pubblica amministrazione.

Evasione fiscale: numeri da capogiro

E allora, dati alla mano, ammonta a quasi 87 miliardi di euro l'anno il totale dell'evasione fiscale in Italia. Nel periodo 2010-2015 l'ammontare complessivo di gettito sottratto alle casse dello Stato si è attesto rispettivamente a

  1. 83 miliardi di euro
  2. 90,2 miliardi di euro
  3. 86,9 miliardi di euro
  4. 87,5 miliardi di euro
  5. 89 miliardi di euro
  6. 85,2 miliardi di euro

Irpef e Iva risultano tra le imposte più evase: la tassa sui redditi registra mancati versamenti medi per 30,7 miliardi di euro, mentre quanto al balzello sui consumi sfuggono all'amministrazione finanziaria 35,5 miliardi di euro, un euro su due. Il picco massimo è stato raggiunto nel 2011 con 90,2 miliardi di euro, il minor livello nel 2010 con 83,04 miliardi di euro. Cosa si nasconde dietro questi dati sull'evasione fiscale e quali insegnamenti trarre dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza? Come fanno notare gli esperti una parte dei soggetti che decide di non versare imposte e tributi nelle casse dello Stato lo fa per necessità o addirittura per mancanza di disponibilità per far fronte ad altri pagamenti. E la situazione si verificherebbe sia per le famiglie e sia per le imprese. L'imprenditore che non paga, spesso dirotta il denaro al pagamento degli stipendi o di altri fornitori magari artigiani, piccole aziende o professionisti, con conseguente calo della liquidità.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il