Evasione fiscale, all'anno 87 miliardi. Cosa non funziona nella lotta e Comuni potrebbe fare di più

Evasione fiscale in Italia sempre troppo elevata: quanto vale e possibili aiuti dai Comuni per contrastare il fenomeno

Evasione fiscale, all'anno 87 miliar

Evasione fiscale 87 miliardi annui impegni comuni



All'anno sono ben 87 miliardi il denaro che va perso dallo Stato italiano per un Fisco che chiaramente è in difficoltà e non funziona. E 87 miliardi potrebbero essere pochi se si pensa che per alcuni è 150 miliardi. Cosa non funziona e il ruolo dei Comuni.

E’ uno dei mal fenomeni più radicati nella nostra Italia, quell’evasione fiscale che sottrae ogni anno allo Stato, da immemore tempo, miliardi di euro e che rappresenta la grande spina nel fianco di un Paese che stenta ad uscire da una forte crisi economica anche a causa della forte pressione fiscale che pesa sui cittadini. Eppure da sempre si cerca di contrastare l'evasione fiscale e da anni sono sempre più capillari i controlli e le misure per arginarla. Ma si tratta di un fenomeno difficile da sradicare e che nel nostro Paese sembra ormai molto radicato.

Ultimi dati e ultime notizie sull’evasione fiscale in Italia

Stando a quanto riportano le ultime notizie del rapporto 2016 dell’Eurispes, l’evasione fiscale in Italia varrebbe tra i 250 e i 270 miliardi di euro, un valore pari al 18% del Pil del nostro Paese. L’Italia avrebbe, in realtà, un Pil sommerso di circa 540 miliardi cui sommarne almeno ulteriori 200 derivanti dall’economia criminale, per un totale di 740 miliardi su cui pesa un’evasione fiscale di 270 miliardi. Una cifra stratosferica che deriva dalla somma delle diverse realtà locali del nostro Paese. I problemi più evidenti in tal senso si notano soprattutto nel Meridione, con regioni come Sicilia e Calabria che detengono il primato in tema di evasione fiscale, cui seguono Campania e Molise, seguite però a stretto giro di boa da ‘insospettabili’ regioni del Nord come la Valle d’Aosta, dove i contribuenti spendono in media 130 euro per ogni 100 euro dichiarato al fisco.

E per evasione fiscale il nostro risulterebbe maglia nera in Europa, dove si perdono ogni anno tra evasione ed elusione fiscale oltre 1.000 miliardi di euro, circa 860 di evasione e 150 di elusione, e di questi 1.000 miliardi di euro, secondo il Tax Research di Londra, 180 appartengono all’Italia. Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, negli ultimi anni la situazione sembrerebbe migliorata e soprattutto in regioni come Campania e Puglia, mentre, al contrario, in altre regioni, come Lombardia e Piemonte, l’evasione fiscale sembra in netto aumento. Nonostante la maglia nera in termini di evasione, stando alle ultime notizie, nel 2015 il contrasto all’evasione fiscale avrebbe garantito un recupero di circa 15 miliardi di euro, ma non basta.

Evasione fiscale in Italia: numeri e valori annui

Stando a quanto calcolato dal Centro studi di Unimpresa, ogni anno in Italia l'evasione fiscale vale ben 87 miliardi di euro e le imposte più evase sono Irpef e Iva, con la tassa sui redditi che registra mancati versamenti medi per 30,7 miliardi, e quella sui consumi sfuggono che registra mancanze per 35,5 miliardi. Ciò che però Unimpresa sottolinea è che ad oggi gran parte di coloro che non versano imposte e tributi lo fanno per necessità, perché non hanno la disponibilità di soldi necessari per coprire i pagamenti dovuti, per colpa della crisi economica. Secondo l'analisi dell'associazione, il picco massimo di evasione fiscale in Italia è stato raggiunto nel 2011 con 90,2 miliardi, mentre il minor dato si registra relativamente al 2010 con 83,04 miliardi.

Evasione fiscale e possibile ruolo dei Comuni

Nella lotta al'evasione fiscale, secondo Lotta all'evasione fiscale, Spi Cgil Veneto, i Comuni potrebbero giocare un ruolo decisamente più importante. Per molti, infatti, combattere l'evasione fiscale non rappresenta un priorità ma dovrebbe esserlo, come del resto per tutto il Paese. Considerando, infatti, che da qualche anno i comuni hanno la possibilità di segnalare all'Agenzia delle Entrate o all'Inps le irregolarità fiscali e contributive scoperte nel proprio territorio in modo da avere modo di far pagare quanto evaso dai cittadini, è bene che si servano di questa possibilità per permettere a casse di Comuni prima e Stato poi di rimpinguarsi, anche perché questo sistema di capillare controllo dimostrerebbe ai cittadini che effettivamente i monitoraggi esistono e funzionano, cosa che potrebbe rappresentare un deciso deterrente per chiunque volesse ‘risparmiare’ sul pagamento di alcune tasse.

Ma i Comuni non lavorano in tal senso, basti pensare che, secondo quanto riporta sempre lo Spi Cgil Veneto, nella regione solo un Comune veneto su 10 svolge l'attività di accertamento e di denuncia dell'evasione fiscale. Anche per la Uil, la lotta all’evasione fiscale e contributiva dovrebbe rappresentare per i Comuni italiani una possibilità di recuperare risorse economiche, rappresentando, al tempo stesso, una possibilità di alleggerire anche la pressione fiscale sui cittadini, riducendo il valore della tassazione locale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il