Tasse, a testa sono 100, ma ulteriori tagli detrazioni e imposte da 11 miliardi in arrivo. Classifica Regioni

Per quel che riguarda la pressione fiscale esistono regioni dove si pagano più tasse e in questa speciale classifica la Lombardia è saldamente in testa con dodicimila euro che finiscono al Fisco

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Tra le regioni italiane la Lombardia detiene il primato dei versamenti. E sono in arrivo ulteriori tasse



Se già il peso fiscale è alto e pure mal distribuito, occorre pensare che stanno per arrivaredetagli alle detrazioni ulteriori oltre a nuove tasse per 11 miliardi secondo i rapporti e le statsitiche di enti indipendenti.

Tasse, tasse, tasse ed ancora tasse. Che l’Italia non sia il paese ideale per i contribuenti e per le aziende, costretti a sostenere una pressione fiscale tra le più alte al mondo è cosa nota e spesso senza nemmeno poter usufruire di servizi all’altezza. E nonostante le promesse di un abbassamento della pressione fiscale la Cgia di Mestre ha ancora una volta rivelato come la realtà vada da un’altra parte. Per quel che riguarda la pressione fiscale esistono regioni dove si pagano più tasse e in questa speciale classifica la Lombardia è saldamente in testa con dodicimila euro che finiscono al Fisco ogni anno, mentre Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna seguono, con un totale rispettivo di 11.029 euro e 10.810 euro da destinare allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali. Al Sud e nelle Isole, in generale, le tasse pesano circa la metà rispetto al Nordovest del Paese. Lo studio comprende tutte le tasse e i tributi versati agli Enti Locali, alle Regioni e allo Stato. Nel dato sono compresi tutti, dai pensionati, ai lavoratori dipendenti, passando per chi ha un lavoro autonomo.

Regioni dove si pagano più tasse Lombardia in testa

Con quasi dodicimila euro di media versati nel 2015, tra le regioni italiane dove si pagano più tasse la Lombardia è largamente in testa visto e considerato che la media nazionale, che si attesta intorno agli 8800 euro. A condividere questo non invidiabile podio altre due regioni del centro nord. Il Trentino Alto Adige si posiziona al secondo posto con una media pro capite di 11029 euro, mentre sul gradino più basso del podio troviamo l’Emilia Romagna con un versamento pari a 10810 euro a testa per la popolazione. I meno vessati sotto questo punto di vista, sono gli abitanti delle regioni del Sud e delle Isole. In questi casi la pressione fiscale è ridotto di oltre il 50% rispetto al dato Nord. I meno tassati sono i calabresi, che corrispondono allo stato mediamente 5436 euro, seguiti dai siciliani 5610 euro ed i campani (5703).

Ulteriori tasse in arrivo

E come se non bastasse sapere di essere cittadini di uno stato con la pressione fiscale tra le più alte al mondo ecco che, secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore, l’anno prossimo sono previste ulteriori tasse in arrivo. Il totale complessivo si aggira intorno alla cifra monstre di undici miliardi di euro le entrate nel 2018 e la spesa pubblica salirà di quasi dieci miliardi. L’anno prossimo il totale delle entrate nelle casse dello Stato sfiorerà quota ottocento miliardi in salita del’1,41% rispetto al 2017, mentre dalle finanze pubbliche usciranno 839 miliardi con un incremento dell’1,19%.

Sul fronte delle imposte, si registrerà un aumento di tre miliardi e duecento milioni (+0,66%) dovuto a una salita del prelievo “indiretto” (Iva, in particolare) di quasi cinque miliardi (+2,04%), a una crescita di seicento milioni di quello indiretto (+0,24%) e a una riduzione di due miliardi e duecento milioni di altri balzelli (-44,10%). Questi i dati principali dell’operazione fact checking realizzata dal Centro studi di Unimpresa sul Documento di economia e finanza approvato ad aprile e dalla prossima settimana oggetto di revisione con la Nota di aggiornamento che arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri, in vista della messa a punto della legge di bilancio. Secondo l’analisi di Unimpresa nel 2018 sono destinati a salire anche i versamenti allo Stato per contributi sociali e previdenziali: l’incremento, che produce effetti sul costo del lavoro per le imprese, sarà di oltre tre miliardi.

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di Luigi Mannini pubblicato il