Agevolazioni fiscali: tagli orizzontali sgravi fiscali da Padoan coinvolge milioni italiani. Molto delicato

Lo stop, visto anche l’approssimarsi della tornata elettorale delle politiche indurrà, a meno di sorprese dell’ultima ora, il Governo a rinviare per l’ennesima volta il riordino degli sconti fiscali

Agevolazioni fiscali: tagli orizzontali

Tutto quello che c'è da sapere sui tagli degli sgravi fiscali di Padoan. Le ragioni per procedere



Se ne scrive e se ne parla da tanti anni e sarebbe ragionevole farlo, visto i tanti problemi con pochi soldi che vanno a chi dovrebbero andare e altri che vanno a pioggia. Ma è un discorso molto delicato che coinvolge milioni di italiani, quasi tutti e che deve essere fatto e Padoan potrebbe mettere le basi.

Il ministro dell’Economia Padoan sembra non voler rinunciare del tutto alla carta della revisione delle tax expenditures. Per quel che riguarda le agevolazioni fiscali la via alternativa sarebbe quella di collegare la revisione sui tagli degli sgravi fiscali orizzontali, così come previsti da Padoan, e il conseguente ampliamento della base imponibile a un potenziamento mirato di deduzioni e detrazioni a favore della famiglia e del lavoro. Nel primo caso il taglio orizzontale vorrebbe dire riduzione di detrazioni e deduzioni in funzione del reddito del beneficiario.

L’eventuale taglio lineare dovrebbe escludere tutte quelle spese fiscali legate alla produzione del reddito. Nella prima rilevazione della commissione erano state censite 444 voci tra agevolazioni, sconti, crediti d’imposta, regimi speciali e via dicendo. Nel dossier si sottolinea che l’ampiezza delle variabili considerate ai fini della classificazione delle spese fiscali ne consente l’aggregazione secondo criteri diversi dalle missioni, assicurando al bilancio una maggiore trasparenza e leggibilità e fornendo uno strumento efficace per future scelte in termini di spending review. L’idea di intervenire sulle tax expenditures continua però a non affascinare il Pd. Uno stop che visto anche l’approssimarsi della tornata elettorale delle politiche indurrà, a meno di sorprese dell’ultima ora, il Governo a rinviare per l’ennesima volta il riordino degli sconti fiscali

Sgravi fiscali, le ragioni per procedere

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali si regista un caos inaspettato in queste ore. Su un totale di 468 agevolazioni erariali presenti nel sistema italiano è stato infatti possibile rintracciare solo centocinquantadue misure, cioè solo un terzoi. L’analisi delle tax expenditures osservabili mostra che il quasi il sessanta per cento degli interventi riguarda lo 0,48% della popolazione avente diritto, praticamente si tratta quasi di norme ad hoc. Dall’altro lato della lista ci sono le grandi misure, quelle che interessano piu’ di 10 milioni di soggetti. Sono solo due: le deduzioni/detrazioni sulla prima casa, che toccano 21,1 milioni di contribuenti, e le detrazioni per le spese sanitarie, che riguardano altre 16,9 milioni di persone. La prima agevolazione costa 3,7 miliardi di euro e da’ un vantaggio fiscale pro capite di 141,4 euro. La seconda di miliardi ne vale 3 e consente di ottenere uno sconto medio di 180 euro. Ecco quali sono le ragioni per procedere.

Tra i dati, quelli della commissione che affianca il governo nel monitoraggio delle spese fiscali rappresentano certamente quelli tra i più interessanti. Nel dossier si ricorda che sommando gli sconti statali con quelli locali si arriva a 610 misure, con un impatto documentato di 76,5 miliardi; non è la spesa complessiva ma solo una parte, visto che sul 67,5% delle agevolazioni erariali non sono disponibili informazioni complete. Come vengono spesi i soldi? Secondo l’Ufficio quest’anno oltre un terzo dei 54,5 miliardi di interventi statali andranno alle politiche per il lavoro, mentre un altro 28,6% è destinato al capitolo casa e assetto urbanistico. Alla tutela della salute va un altro otto per cento e ai diritti sociali e politiche sociali e famiglie un sei per cento. La situazione è probabilmente destinata complicarsi ulteriormente visto che, a fronte di 24 misure scadute nel 2016, ne sono state introdotte 43 tra il primo gennaio del 2015 e il 30 giugno del 2016.

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di Luigi Mannini pubblicato il