Discorso di fine anno in Germania della Merkel: soddisfazione per economia, ma problemi per famiglie

Il discorso di fine del cancelliere tedesco Merkel è stato anticipato in buona parte per i mass-media, sottolineando i principali temi che verrano toccati.



Il discorso di fine del cancelliere tedesco Merkel è stato anticipato in buona parte per i mass-media, sottolineando i principali temi che verrano toccati.

Ai connazionali la Merkel ricorderà inizialmente alcune delle terribili tragedie che hanno coinvolto i bambini tedeschi, invitando non solo i genitori, a occuparsi piu' intensamente dei bambini, senza volgere lo sguardo dall'altra parte davanti ai casi di degrado sociale di maggiore gravita'.

"Certi giorni dell'anno passato avremmo preferito non viverli", afferma la signora Merkel in un estratto del suo intervento anticipato dai mass media. "Noi tutti pensiamo con orrore alle notizie di maltrattamenti, abbandoni e uccisioni di bambini".

Il cancelliere sollecita i concittadini a favorire "una cultura del riguardo, non del voltarsi dall'altra parte", aggiungendo che, laddove i genitori non siano in grado di educare i loro figli, deve essere lo Stato a intervenire. Sul piano politico, la signora Merkel ammonisce a non cullarsi sugli allori di una crescita ritrovata, ma ad intensificare ancora di piu' gli sforzi per mantenerla e consolidarla.

"A dispetto dei successi ottenuti non dobbiamo in nessun caso sdraiarci in poltrona", spiega il cancelliere nel discorso di fine anno, poiche' "troppo grossi sono ancora i rischi per la nostra congiuntura e la crescita, soprattutto per quanto riguarda gli influssi esterni". Tra i problemi piu' gravi ai quali la Germania dovra' fare fronte, secondo l'esponente cristiano-democratica, figurano gli elevati costi energetici, l'aumento del costo della vita e la disoccupazione.

Merkel riconosce che, sul piano della disoccupazione, e' stato compiuto "un grande passo in avanti", sottolineando: "Un milione di disoccupati in meno, un milione di occupati in piu', chi avrebbe potuto immaginarlo due anni fa?". Rimangono tuttavia ancora tre milioni e mezzo di persone alle quali bisognera' trovare un lavoro: "L'obiettivo rimane dunque immutato, ed e' quello della lotta alla disoccupazione", sono le sue parole. "Cio' significa preservare i posti di lavoro attuali, e creare le premesse per la creazione di nuovi".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il