Agenzia Entrate: nuovo calcolo interessi su multe e cartelle. Percentuali e regole attuali e future

Il capitolo degli interessi è sempre tra i più delicati quando si ha a che fare con le cartelle dell'Agenzia delle entrate. E non solo perché sono motivo di annullamento.

Agenzia Entrate: nuovo calcolo interessi

Agenzia Entrate: interessi su cartelle e multe



Tra le tante novità che i contribuenti italiani dovranno imparare presto a riconoscere, la questione che riguarda gli interessi sulle cartelle e sulle multe attira l'attenzione di un numero elevato di persone interessate. Vediamo quali sono le attuali percentuali e cosa succede con le modifiche in arrivo.

Il problema principale quando arriva una cartella esattoriali non è tanto la richiesta di versare quanto evaso. Ma l'aggiunta di sanzioni e interessi che fanno schizzare in alto la cifra finale. Precisiamo subito come si tratta di un passaggio cruciale. Nel caso di sbagli e di errori, l'Agenzia delle entrate rischia di vedersi annulla la cartella. Allo stesso tempo, deve essere tutto indicato in maniera chiara e precisa, senza alcuna possibilità di fraintendimenti ovvero senza che il contribuente debba perdersi in complicati calcoli. E poi, è vietata l'applicazione di interessi su interessi o di interessi su sanzioni. Fatte queste premesse, a quanto ammontano gli interessi? E quali sono le modifiche delle regole in discussione?

A quanto ammontano gli interessi sulle cartelle?

La cartella è l'atto che l'Agenzia delle entrate invia per conto degli enti creditori per recuperare le somme non pagate. Nella cartella è indicato la somma da saldare ovvero il dettaglio degli importi a debito, gli oneri di riscossione e le spese di notifica. Il mancato pagamento entro 60 giorni dalla notifica comporta l'aggiunta di interessi di mora, tutti a carico del contribuente. Sono calcolati quotidianamente sulle somme richieste, a partire dalla data della notifica e fino a quella del pagamento. Gli interessi di mora spettano agli enti creditori. Le regole prevedono che gli interessi di mora siano calcolati solo sul tributo non pagato in origine e non sui relativi interessi e sanzioni, per non incorrere nell'anatocismo. Sono fissati tutti gli anni con provvedimento dell'Agenzia delle entrate e adesso sono pari al 3,50 per cento. Per i debiti di natura previdenziale, sono dovuti se, alla data del pagamento è stato già raggiunto il tetto massimo previsto per le sanzioni civili, cosiddette somme aggiuntive, nelle misure che variano in base della violazione ovvero fino al 60 per cento per l'evasione o fino al 40 per cento per morosità.

Agenzia entrate: proposte modifiche agli interessi

Con il disegno di legge in discussione, quello che prevede la cancellazione delle cartelle di piccolo importo, viene prevista la modifica la disciplina relativa al contenuto del ruolo prevedendo, a pena di nullità, anche l'obbligo dell'indicazione analitica dell'indicazione analitica degli interessi maturati sino alla data di formazione del ruolo e di quelli successivi, in qualunque modo definiti, e i rispettivi criteri di calcolo nonché la specifica delle sanzioni applicate. Prescrizioni simili sono poi fissate anche in merito al contenuto della cartella di pagamento. Quanto agli atti successivi alla cartella, si stabilisce invece che ogni atto della riscossione o della procedura esecutiva successivo alla cartella di pagamento contiene l'indicazione analitica degli atti precedentemente notificati, anche antecedenti alla formazione del ruolo, e della relativa data di notificazione.

Il passaggio più importante è però quello che prevede che la misura degli interessi per ri tardata iscrizione a ruolo e degli interessi di mora non possa essere superiore al tasso di interesse legale annuo. Viene poi introdotta, a pena di nullità del ruolo e degli atti successivi, l'obbligo di specificazione della misura degli interessi applicati e le modalità di calcolo, con divieto appunto di anatocismo. Sempre in materia di interessi, viene previsto che sulle somme il cui versamento è stato rateizzato, si applicano gli interessi al tasso legale annuo come determinato dal Tesoro.

Attualmente, trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella, l'importo indicato sul bollettino deve essere aggiornato con l'importo degli interessi di mora, degli oneri di riscossione a carico del debitore nella misura prevista per i pagamenti tardivi e di eventuali spese per procedure cautelari o esecutive già avviate, così come indicato nella cartella stessa. L'aggiornamento dell'importo è sempre calcolato sia presso gli sportelli dell'Agenzia delle entrate sia presso uffici postali, tabaccai convenzionati, punti vendita Sisal e Lottomatica, home banking tramite il servizio CBILL, il portale web delle Entrate.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il