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Discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I temi centrali

La fiducia nel Paese, il monito ad 'essere più esigenti verso noi stessi', il richiamo a non perdere l'occasione delle riforme, elettorale e istituzionali, l'invito a trovare 'soluzioni' per la questione salariale.



La fiducia nel Paese, il monito ad "essere più esigenti verso noi stessi", il richiamo a non perdere l'occasione delle riforme, elettorale e istituzionali, l'invito a trovare "soluzioni" per la questione salariale. E poi il dramma delle morti sul lavoro. Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è al tempo stesso un bilancio a trecentosessanta gradi del 2007 e un manifesto di priorità per il 2008. Ecco le frasi-chiave del messaggio:

Auguri. "Auguro un anno sereno, per difficile che sia. E' un augurio che si ispira a sentimenti e ragioni di fiducia nell'Italia, perché cresca e migliori, guardando soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle che verranno".

Centralità Parlamento. "Quali siano le condizioni, da un lato, per la continuità dell'azione di governo, e dall'altro, per un esito positivo del confronto sulle riforme, lo si vedrà presto in Parlamento".

Creatività. "Un autorevole osservatore straniero, e ce ne sono di attenti e non malevoli, ha di recente indicato un punto di forza del nostro paese in particolare, la chiave del forte successo, in questo periodo, delle nostre esportazioni, nella cultura della creatività, che deve far considerare grande il potenziale delle nostre imprese e del nostro lavoro".

Costituzione. "Proprio nel proporci di rivederne alcune regole, relative all'ordinamento della Repubblica, dobbiamo risolutamente ancorarci ai suoi principi, anche e non da ultimo ai suoi valori morali, e in special modo a quei suoi indirizzi che non vediamo abbastanza perseguiti e tradotti in atto".

Declino. "Non c'è da abbandonarsi alla sfiducia, ma da proporre, decidere, operare" perchè "molti e diversi sono comunque i fatti che smentiscono le rappresentazioni di un'Italia in declino".

Essere esigenti con se stessi. E' necessario "valorizzare e incoraggiare dovunque nel Paese il dinamismo": "Possiamo avere più fiducia in noi stessi ma dobbiamo essere più esigenti verso noi stessi".

Giustizia. "L'interesse generale esige rispetto reciproco tra le istituzioni, ancora una volta, e più che mai, rispetto ed equilibrio tra politica e magistratura, fiducia in tutte le istituzioni di garanzia".

Governo. "Siamo in un momento in cui molto si discute sul bilancio di attività del governo e sulle critiche e richieste dell'opposizione : se ne discute in libertà e con asprezza, e non possono esserci interferenze da parte mia, in nessun senso".

Lavoro. "Il malessere sociale è qui, ed è nell'incertezza del lavoro, in special modo nella difficoltà, ancora per troppi giovani nel Sud, a trovare lavoro, nonostante la netta diminuzione del tasso nazionale di disoccupazione".

Legge elettorale. "Ora che uno spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli schieramenti politici, specie sulla riforma elettorale, occorre assolutamente evitare che l'occasione vada perduta".

Libertà culto. "La paura può far degenerare la fondata richiesta dell'osservanza della legge e delle regole da parte degli immigrati in minaccia inammissibile di violazione della libertà di culto per tutte le confessioni religiose e della dignità di quanti, provenienti da paesi lontani e vicini, operano nel nostro paese soddisfacendone esigenze e domande concrete".

Mafia e pizzo. "Essere esigenti verso noi stessi significa impegnarci a dare prove effettive di senso civico, dalle più semplici alle più impegnative, come quelle offerte dal coraggioso esporsi degli imprenditori siciliani contro pizzo e mafia".

Missioni estero. "Siamo più che mai vicini e grati alle migliaia di nostri militari che affrontano l'estremo rischio quotidiano - rendo commosso omaggio a quanti hanno anche di recente sacrificato la vita in queste missioni - e insieme affrontano la fatica dell'impegno umanitario, in aree tra le più critiche di questo mondo. Lo fanno, lo facciamo nello spirito della Costituzione repubblicana".

Morti Bianche. "Il malessere è nella insufficiente tutela del lavoro, della vita sul lavoro. Questo è stato e rimane un mio assillo" e l'incidente alla Tyssenkrupp è stato una "vera e propria inaudita strage".

Pari Opportunità. "L'indirizzo di pari opportunità, in primo luogo tra uomo e donna, si è venuto solo parzialmente attuando".

Prezzi. "C'è da proporre soluzioni innanzitutto di fronte all'allarme per l'aumento del costo della vita, che la parte più povera e disagiata della popolazione può sempre meno reggere e un'altra parte delle famiglie, che conta solo su retribuzioni e redditi insufficienti, regge a costo di seri sacrifici, mai abbastanza riconosciuti".

Rifiuti. "Paure irragionevoli e particolarismi, politici e localistici, emergono in troppi casi: impedendo ad esempio la soluzione del sempre più allarmante problema dei rifiuti in Campania, con grave danno per le condizioni e per l'immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità".

Riforme. "E' indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico, fondato su una effettiva legittimazione reciproca".

Sicurezza. "Ci preoccupano giustamente l'insicurezza e la criminalità" ma "quel che più conta perchè ciascuno possa fare la sua parte è liberarsi dalle paure che non fanno ragionare e dai particolarismi che non fanno decidere".

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il