Colesterolo: alimenti per abbassare livello. E colesterolo buono Hdl è pure negativo da test scientifici

Fino a poco tempo fa il colesterolo buono, l'HDL, veniva considerato un alleato della salute, mentre le ultime notizie fanno sapere che anche questo tipo di colesterolo potrebbe essere negativo

Colesterolo: alimenti per abbassare live

Le ricerche scientifiche hanno messo l'accento sui possibili effetti negativi sulla salute anche del cosiddetto colesterolo buono (HDL)



Il colesterolo è una delle patologie più diffuse non solo in Italia. Arrivati ad una certa età poi, diventa quasi un compagno di vita inseparabile. C’è talmente tanta familiarità con il colesterolo che le due tipologie esistenti in natura sono state soprannominate colesterolo buono e cattivo. Evidentemente riferendosi alla conformazione diversa che ne modifica l’impatto sulla salute dell’uomo. Ma se fino a poco tempo fa il cosiddetto colesterolo buono, HDL, veniva considerato quasi un alleato della salute, le ultime notizie in materia fanno sapere che anche questo tipo di colesterolo potrebbe essere negativo.

Il colesterolo è una molecola di grasso, non idrosolubile, per poter circolare nel sangue, e costituito in gran parte da acqua. Questa molecola per svolgere le sue funzioni, importantissime per il benessere dell’organismo, deve essere incapsulato in lipoproteine. Ma le ultime notizie che circolano in materia hanno evidenziato come, a fianco al secondo tipo, sia negativo pure il primo HDL. Questo è quanto emerge dalle ultime ricerche scientifiche che hanno illuminato aspetti fino ad ora forse poco conosciuti.

Colesterolo buono e cattivo: differenze

Il colesterolo, nel gergo comune, viene diviso in due categorie. Quello con sigla HDL, conosciuto come colesterolo buono e LDL, conosciuto come colesterolo cattivo. Una lipoproteina è una particella caratterizzata da un cuore lipidico avvolto da un guscio proteico. All'interno del circolo sanguigno, tutti i grassi, compreso il colesterolo, vengono racchiusi in lipoproteine. Solo in questo modo possono raggiungere indisturbati i vari tessuti.

Apparentemente questa nomenclatura non ha alcun senso dato che le LDL sono fondamentali per distribuire il colesterolo alle cellule. Per funzionare correttamente, il nostro organismo ha infatti bisogno di un costante apporto di colesterolo. Tuttavia, le LDL in eccesso possono andare incontro a modificazioni strutturali, causate da agenti ossidanti come i radicali liberi, e infiltrarsi sulle pareti dei grossi vasi arteriosi. Ciò produce un triplice svantaggio:

  • ridotta elasticità delle pareti delle arterie: l'elasticità delle arterie è molto importante, poiché insieme all'azione propulsiva della pompa cardiaca, contribuisce a spingere il sangue a valle;
  • ostacolo meccanico al flusso sanguigno: le LDL ossidate vanno a depositarsi sulla parete dei grossi vasi arteriosi dopo essere state inglobate da macrofagi. In tali sedi cominciano a moltiplicarsi anche le cellule muscolari che costituiscono la parete del vaso. Si viene così a formare una placca, detta aterosclerotica, che tende a crescere con il passare del tempo. In questo modo si riduce progressivamente il lume del vaso ed il sangue scorre con maggiori difficoltà;
  • Formazione di trombi: alcune parti della placca possono staccarsi diventando vere e proprie mine vaganti che, quando vanno ad otturare determinati capillari, impediscono l'arrivo di sangue al tessuto interessato.

Uno studio recente suggerisce che, mentre potrebbe essere vero, non è una semplice relazione causale: piuttosto che una diminuzione o un aumento dell’HDL che interessa direttamente la salute, i livelli di HDL possono essere un marker di altri fattori. La ricerca è in corso e, nel frattempo, se siete preoccupati per il vostro livello di HDL, rivolgetevi al medico per capire come questa ricerca potrebbe influenzare il vostro trattamento.

Quando si tratta di studiare l’efficacia dei farmaci che abbassano il colesterolo bisogna considerare l’aspetto che, rispetto agli altri, conta davvero in misura più importante. Bisogna puntare non tanto alla riduzione del colesterolo, ma della sua incidenza. Le statine, ad esempio, sono state definitivamente confermate come capaci di ridurre i livelli di mortalità, specialmente nei pazienti che hanno avuto un attacco di cuore precedente o un evento simile. Tra i farmaci attualmente in sperimentazione due sono quelli che possono nascondere le sorprese migliori.

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di Luigi Mannini pubblicato il