Auto elettriche e inquinamento, esperti si dividono. E Ue e Italia si muovono in una direzione

Ci sono due concezioni differenti sull'auto elettrica ovvero se permette di risolvere i problemi, o i maggiori di essi, di inquinamento oppure ne produca di più. Intanto le cose in Europa e in Italia si muovono con più decisione.

Auto elettriche e inquinamento, esperti

Auto elettriche: dall'Europa all'Italia



Si stanno sviluppando due scuole opposte di pensiero sull'auto elettrico, in modo particolare sul fatto che inquini più o meno dei veicoli tradizionali che conosciamo. Da una parte ci sono studi che mostrano che per abbassare l'inquinamento l'auto elettrica non è la soluzione più valida, altri, invece, presi ufficialmenrte in considerazione dalla Ue ma anche dalla Cina che i veicoli elettrici sono il futuro e che bisogna fortemente svilupparli anche e soprattutto per questioni ambientali

Auto elettrica più inquinanti, il rimedio è differente

Tra le ultime ricerche e studi scientifici vi è quello del King’s College di Londra che spiega come le auto elettriche andrebbe ad aumentarel'inquinamento in quanto avendo maggiori chili di peso ad ogni frenata produrebbero maggiori quantità di elementi negativi come il PM 2.5 che sarebbero in grado di provocare problemi e malattie polmonari e all'apparato cardio-circolatorio.
L'unica soluzione come per altre ricerche sarebbe quello di ridurre il numero di auto, camion e in egenerale di veicoli in transito,in circolazione. Esi fa l'esempio come nelle pricnipali città il nuemro delle auto e dei veicoli di trasporto dovrebbe essere fortemente limitato e talvolta completamente escluso, se non per casi particolari e sotituitio con mezzi pubblici per tutti. Solo questa sarebbe la vera soluzione.

Auto elettriche: il sistema migliore per diminuire inquinamento. Dall'Europa all'Italia

C'è, invece, chi crede che l'auto elettrica sia assolutamente il futuro e ostra studi che mostrano come l'inquinamento diminuisce.

E vera svolta per l'auto elettrica, finora limitata in poche nazioni Ue, e in Italia, pari a zero potrebbe arrivare dall'Unione europea. Proprio così: Bruxelles si sarebbe convinta dell'indispensabilità di schiacciare il pedale dell'acceleratore della mobilità sostenibilità e per dimostrare di voler passare dalle parole ai fatti, ha già convocato un tavolo per la prossima settimana. L'11 ottobre sono infatti convocati i grandi nomi dell'automotive, dello storage e del settore chimico per l'individuazione delle strade più appropriate da percorrere. La partita non è naturalmente facile da giocare per via delle tante resistenze, anche in Italia, che si registrano sul fronte della diffusione dell'auto elettrica. Per convincere i vari BMW, Mercedes, Renault e Volkswagen da una parte e Basf, Saft e Siemens dall'altra, l'Unione europea è pronta a mettere sul piatto una torta di finanziamento da 2,2 miliardi di euro.

Come far fruttare questo finanziamento per far decollare il segmento delle auto elettriche? Con la creazione di sorta di filiera integrata, al pari di quanto avviene in altri comparti, che includa anche il delicato capitolo del riciclo delle batterie. Il passaggio non è casuale perché l'Europa vuole recitare una parte da protagonista sul terreno delle batterie a Litio, rispetto a cui Stati Uniti e Cina si sono già tuffati completamente. Basti pensare a Tesla e alla fabbrica più grande del mondo in Nevada con una capacità produttiva di 35 GWh l'anno. Se tutto va bene, il vecchio continente ne avrà una fra tre anni, quelal di Northvolt, in Svezia. Dalle nostre parti sappiamo invece come il dibattito sia ancorato e la sola realtà istituzionale che ha dato una spinta alla diffusione sia stata la provincia di Bolzano con una politica di incentivi.

In buona sostanza, gli acquirenti - purché residenti in Alto Adige e con veicolo immatricolato nella provincia di Bolzano - hanno due possibilità di scelta: 4.000 euro per un veicolo elettrico oppure 2.000 euro per un'auto ibrida plug-in. Il confronto in Italia a livello centrale è adesso ancorato sull'opportunità di riformare il bollo auto, magari legando l'importo da pagare all'inquinamento prodotto. Ma senza prevedere facilitazioni per chi all'ambiente (e al portafogli) tiene davvero ovvero incentivi per l'acquisto di un'auto elettrica amica dell'ambiente. Se l'Italia è il Paese con il più alto tasso di motorizzazione d'Europa e contemporaneamente quello con il parco auto tra i più obsoleti nell'Unione europea, un motivo ci sarà.

Situazione rapporto Enel-Ambrosetti

Una interessante e aggiornata fotografia della situazione è quella appena scattata con il rapporto eMobility Revolution sulla mobilità elettrica del The European House-Ambrosetti in collaborazione con Enel e presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Sono stati infatti indicati due anni da segnare sul calendario:

  1. il 2025 per il lancio dell'auto elettrica e di sostanziale parità tecnologica tra propulsione elettrica e motore termico
  2. il 2030 per il raggiungimento della produzione di massa per via della sostanziale parità dei prezzi tra auto elettrica e altre modalità di propulsione

Obiettivi raggiungibili? Sì, viene spiegato, purché si riescano ad affrontare e superare alcune difficoltà, come la scarsa informazione sui vantaggi e le prestazioni dell'auto elettrica, il prezzo di acquisto troppo altro, l'assenza di incentivi, la paura sulla scarsa autonomia, le poche stazioni di rifornimento ovvero delle colonnine per la ricarica. Oltre ai servizi tradizionali di sostegno per il finanziamento o l'assicurazione del veicolo, i costruttori hanno l'interesse a proporre nuovi servizi di mobilità. L'obiettivo è intercettare clienti finora non automobilisti sia per motivi finanziari sia perché frenati nel loro desiderio di un'auto da diverse restrizioni imposte dal possesso di un veicolo. Tra queste soluzioni innovative emerge allora l'idea dell'auto elettrica.

Gli spostamenti in automobile avvengono in buona parte su brevi distanze a portata delle batterie dei veicoli elettrici e in misura ancora maggiore di quelli ibridi. E le popolazioni finiranno con l’abituarsi a dover utilizzare diverse tipologie di veicoli in base agli utilizzi e alle destinazioni. Per contro, i prezzi di questi veicoli rappresentano ancora una barriera insuperabile per numerose famiglie.

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di Luigi Mannini pubblicato il