Multe: più rigide norme e severe. Cosa cambia tra esecuzioni, blocco auto e adempimenti locali

Pugno duro, rapido e incisivo nei confronti degli automobilisti indisciplinati. L'Agenzia delle entrate studia il modo per accelerare la riscossione delle somme dovute.

Multe: più rigide norme e severe. Cosa c

Multe: regole cambiano. Subito esecutive



Le multe e le sanzioni per le auto diventano molto più severe e rigide a partire dai controlli, ma soprattutto nell'esecuzione e nei pagamenti oltre che dagli accertamenti e i fermi amministrativi locali, dalla genasce concreete a quelli fiscali

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Tempi rapidi per riscuotere le multe

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.

Equitalia non proprio efficiente sulle multe

Il vertice dell'Agenzia delle entrate non ha poi risparmiato critiche verso la gestione Equitalia e le incertezze normative che sono derivate dalla sua chiusura. Davanti abbiamo infatti un sistema frammentato e senza un modello efficace su scala nazionale. Circa un centinaio di operatori si occupata di gestire per conto dei Comuni la riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali seguendo schemi diversi individuati di volta in volta. Ed è forse anche per questo motivo che una circolare interna a via XX Settembre invita a una maggiore severità nei confronti dei contribuenti che non hanno dato risposta alle lettere di conformità. In buona sostanza, gli agenti di riscossione sono invitati ad agire con celerità notificando tutti gli atti di accertamento seguenti al silenzio di chi ha ricevuto le missive. E poco importa l'oggetto tra reddito derivante da un contratto di locazione di un immobile, una plusvalenza o un reddito da lavoro dipendente.

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di Luigi Mannini pubblicato il