Vaccino obbligatorio: non lo sarà più in Veneto. Si estenderà legge anche in tutta Italia

Nuove forme di prevenzione dal Ministero della Salute, il quale promuove una nuova legge per obbligare i cittadini a vaccinarsi.



Il vaccino contro difterite, tetano, polio ed epatite B non sarà più obbligatorio in Veneto, la prima regione che con il benestrare del ministero della salute ha preso questa decisione.

Se nel Veneto per i vaccini obbligatori la copertura è stata negli ultimi due anni del 95 per cento (soglia critica stabilita dall'Oms), non è stato lo stesso per altre regioni d'Italia. Secondo stime del ministero della Salute, in base a riepiloghi inviati da regioni e province autonome, nel 2005 la copertura vaccinale è stata in media del 94 per cento, con forti differenze tra una regione e l'altra. Se in Valle d'Aosta ha raggiunto il 98 per cento, in Calabria è stata dell'84 e ancora più bassa nella provincia autonoma di Bolzano, l'80 per cento.

Un'efficienza a "macchie di leopardo" che come al solito non consente una strategia di prevenzione omogenea e coerente per tutto il territorio nazionale. Secondo gli esperti l'abolizione dell'obbligatorietà di alcuni vaccini potrebbe ravvivare focolai di infezione ancora presenti: è il caso del vaccino per il morbillo, malattia esantematica che può causare l'encefalite. La media nazionale di copertura è dell'89 per cento: troppo bassa. La percentuale va dal 58 per cento di Bolzano al 78 della Calabria, al 93 per cento dell'Umbria. Comunque sotto la soglia di sicurezza del 95 per cento. Il piano sanitario nazionale partito nel 2003 prevedeva l'eliminazione della malattia nel 2010.

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