Stipendi di impiegati, quadri, manager e operai in Italia nel 2007. Statistiche.

L’indagine Mercer prende come campione di confronto quattro categorie di lavoratori, operaio, impiegato, quadro e manager. La differenza può arrivare fino a 15.000 euro netti tra i diversi livelli.



L’indagine Mercer (società di investment consulting) prende come campione di confronto quattro categorie di lavoratori, operaio, impiegato, quadro e manager mostrando come la differenza di stipendio tra i diversi stati può arrivare fino a 15 mila euro netti in meno.

Per esempio, in Italia un impiegato percepisce un salario lordo annuo di 21.671 euro mentre un impiegato spagnolo ne percepisce 26.261 euro e un tedesco 33.598 euro.

Non è finita qui però. Ad erodere i salari l’allarmante quadro del mercato energetico: sale il greggio e diminuiscono i salari, due pesi con la stessa misura inflattiva. Tensioni internazionali e crisi energetiche iniziano a corrodere lentamente ma sempre più vistosamente il potere d’acquisto dei salari nostrani, questo quanto emerso dalle ricerche di Nomisma e Fonazione Edison. Secondo il Codacons il contraccolpo del caro petrolio costerà alle famiglie italiane 450 euro all’anno.

Dice la sua anche Adnkronos con un’indagine (rielaborazione su dati ufficiali Istat) secondo cui le retribuzioni da lavoro dipendente non sarebbero al passo con l’inflazione. L’andamento della capacità di spesa degli italiani con un reddito fisso al 31 dicembre 2007 sarebbe dunque in netto calo.
Su 13.000 euro annue, 1.000 euro nette per tredici mensilità, rispetto a dicembre 2006 si sono perse 250 euro l’anno, che diventano 1.395 rispetto al dicembre del 2002.

Rientra nel trend generale degli ultimi 5 anni la perdita di potere d’acquisto salariale denunciata dalle varie agenzie: -1,9% rispetto all’anno scorso, -3,8% rispetto al 2005, -5,8% sul 2004, -8% sul 2003, -10,7% sul 2002. In termini assoluti, in un anno la riduzione registrata è di 250 euro l’anno per chi guadagna 1.000 euro al mese, di 496 per chi ne guadagna 2.000, di 763 per chi ne guadagna 3.000, di 1048 per chi ha un reddito mensile netto di 5.000 euro.

Rispetto a cinque anni fa, chi guadagna 1.000 euro al mese, e quindi può contare su 13.000 euro l’anno, ha visto ridursi il proprio potere di acquisto di 1.395 euro; chi ne guadagna 2.000 (26.000) di 2.794 euro; su 3.000 euro mensili (39.000 l’anno) la perdita del potere di acquisto è stata pari a 4.187 euro; su 5.000 euro (65.000) di 6976.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il