Corsi di Formazione e aggiornamento in Italia: solo il 20% delle persone ne frequenta uno

Questi i risultati di un'indagine realizzata dall'Istat sulla partecipazione degli adulti alle attività formative e condotta a maggio 2006 su un campione di 24 mila famiglie.



Il 20% degli italiani frequenta un corso durante l'anno, ovvero uno su cinque: non un numero esaltante.

Questi i risultati di un'indagine realizzata dall'Istat sulla partecipazione degli adulti alle attività formative e condotta a maggio 2006 su un campione di 24 mila famiglie, pari a circa 54 mila persone.

Del 67,7% che ammette di non essere interessato, il 65,3% afferma di non ritenerlo necessario per le proprie esigenze personali mentre per il 35,5% non è utile al proprio lavoro. Il 34,8% poi adduce motivi di età o salute, mentre il 27,5% spiega di non apprezzare molto l'idea di tornare a scuola.

Del 23,8% che si è dichiarato impossibilitato a seguire un corso, le principali cause sono: per il 40% impegni familiari, per il 34,3% impegni lavorativi, per il 36% motivi di età o salute e per il 23,8% costi troppo elevati.

Quali sono i corsi più seguiti? Al primo posto quelli di scienze sociali, economia e giurisprudenza con il 22,1%. Seguono quelli sui servizi con il 18,5%, i corsi di letteratura ed arte con il 17,2% e quelli su salute e welfare con l'11%. Riscuotono meno successo invece i corsi di informatica e uso del computer (8,7%), quelli di ingegneria, manifattura e costruzioni (5,6%), insegnamento, formazione e scienze dell'educazione (3,2%).

Anche tra uomini e donne si notano delle differenze nelle preferenze espresse. Gli uomini privilegiano le scienze sociali, economiche o giuridiche (23,8%, con il 10,4% che segue corsi di economia, finanza tecnica bancaria e amministrativa) e i corsi di formazione sui servizi (20,1%, con il 9,5% che frequenta corsi relativi alla sicurezza).

Le donne invece per il 21% partecipano a corsi di letteratura e arte: l'8,2% corsi di danza, ballo, musica, teatro o cinema; il 6,9% corsi di lingue straniere. Alle scienze sociali, economiche o giuridiche si dedica il 20,4%, ai servizi il 16,9% e allo sport l'8,3%

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il