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Borse di plastica e inquinamento: vietate in Cina e Australia. In Italia dal 2010.

Non si sa ancora se l’Australia si sbarazzerà dei sacchetti di plastica facendo come la Cina, con un divieto ufficiale e un termine di 6 mesi, o come l’Irlanda.



Non si sa ancora se l’Australia si sbarazzerà dei sacchetti di plastica facendo come la Cina, con un divieto ufficiale e un termine di 6 mesi, o come l’Irlanda che ha fatto praticamente sparire i sacchetti di plastica con imposte e multe. Garret si è personalmente dichiarato contrario ad ammende che puniscano i consumatori.

Appoggio totale da parte del presidente di Clean Up Australia, Ian Kiernan: «Il Partito laburista ha sempre sostenuto un’interdizione totale nel 2008 e noi sosteniamo totalmente quel che il ministro Peter Garrett sta facendo. Ma non siamo favorevoli ad un sistema di ammende».

Sembra proprio che siano gli Stati insulari o quelli attraversati da grandi fiumi quelli più sensibili a questa problematica che sta diventando una vera e propria emergenza ambientale in alcuni Stati, tanto che il poverissimo Bangladesh ha vietato l’ingresso dei sacchetti di plastica sul suo territorio nazionale, sostituendoli con quelli tradizionali di juta, dopo che la dispersa nell’ambiente aveva addirittura ostruito rami secondari del Gange.

Molte città degli Usa vietano la distribuzione dei sacchetti di plastica nei Supermarket ed anche la città di New York ha imposto di recente ai negozi di provvedere alla raccolta differenziata dei sacchetti di plastica.

La plastica per fare la spesa è già bandita in Corsica. Più lento il resto dell’Europa: l’Italia prevede di sostituire entro il 2010 gli shoppers di plastica con altri in bioplastiche

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il