Finanziamenti e prestiti: regole e leggi uniche nell'Unione Europea

La Commissione Europea approva la direttiva sul mercato unico del credito a consumo



La direttiva europea sul mercato unico del credito a consumo è stata approvata oggi dalla Commissione Europea. Il consumatore europeo che contrae un debito, per pagarsi le vacanze o una nuova macchina, avrà più possibilità di scegliere con cognizione di causa. Questo nuovo regolamento ha come obiettivo quello di aprire il mercato europeo dei prestiti al consumo, che rappresenta 800 miliardi di euro e resta profondamente frammentato in mercati nazionali. Cosa che non permette al consumatore di avere una scelta più vasta e prezzi più concorrenziali. Le nuove regole accresceranno la trasparenza del mercato a favore del consumatore e degli operatori economici.

Melena Kuneva, membro della Commissione responsabile della protezione dei consumatori, ha dichiarato che "per il momento, voler comparare le offerte di credito di diversi Paesi d'Europa, è come comparare le mele con le pere. Questo non è positivo per la crescita della competitività delle imprese e nega ai consumatori una scelta più grande e prezzi migliori. Fornire informazioni di base comparabili per tutti i crediti al consumo nell'UE accrescerà la trasparenza del mercato per le imprese e i consumatori. E' un passo nella giusta direzione".

Il problema principale è la differenza dei tassi di credito proposti dai diversi Paesi. In Finlandia, ad esempio, i cittadini pagano un interesse del 6%; in Germania dell'8%; in Italia del 9,4. In Portogallo si arriva fino al 12% di interesse.

La relazione dell'eurodeputato tedesco, Kurt Lechner (PPE-DE), che prende in considerazione i prestiti compresi tra i 200 euro e i 75.000, propone un accesso al credito a pari condizioni per tutti gli europei, cosicché gli interessi vengano proposti indipendentemente dalla nazionalità delle banche o degli istituti di credito; i consumatori avranno inoltre la possibilità di annullare il contratto entro due settimane. Di conseguenza è necessaria una maggiore trasparenza delle operazioni e una maggiore chiarezza delle informazioni.

La deputata tedesca, Evelyne Gebhardt del gruppo socialista, è delusa del fatto che non si sia già raggiunto l'accordo con il Consiglio europeo per l'approvazione diretta del testo, e dichiara che "presenterà degli emendamenti, già condivisi sia dal Consiglio che dalla Commissione europea, che qualora adottati faciliteranno il passaggio del testo e l'adozione in seconda lettura della direttiva".

Degno di essere citato è uno studio effettuato dal Parlamento europeo sui Paesi della zona euro. Su 4.553 miliardi di euro del mercato del credito, il 13%, cioè 588 miliardi, sono destinati ad operazioni di credito al consumo e solo l'1% sono rappresentati dai crediti al consumo transfrontalieri. Segno questo di quanto il mercato frammentato renda le cose difficili.

La proposta di direttiva prevede disposizioni dettagliate riguardo all'informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito. Nel caso della pubblicità, tra le informazioni che devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l'impiego di un esempio», figura il tasso debitore, fisso o variabile, corredato delle spese addebitate, l'importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e, se del caso, l'importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l'importo delle rate.

Per quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia vincolato dal contratto o da un'offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, su supporto cartaceo, devono essere fornite mediante il modulo relativo alle "Informazioni europee di base relative al credito ai consumatori" e devono riguardare il tipo di credito, l'identità e l'indirizzo del creditore, l'importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del contratto di credito. Si dovranno specificare anche le spese che il consumatore è tenuto a pagare al notaio all'atto della conclusione del contratto, l'eventuale obbligo di ricorrere a una polizza assicurativa, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le modalità di modifica dello stesso.

Inoltre, i creditori devono avvertire circa le conseguenze dei mancati pagamenti e informare, se del caso, delle garanzie richieste, dell'esistenza o l'assenza del diritto di recesso. Il consumatore deve essere inoltre a conoscenza del diritto al rimborso anticipato e di ricevere gratuitamente, su richiesta, copia della bozza del contratto di credito, nonché del diritto del creditore a ottenere un indennizzo e le relative modalità di calcolo.

Sul creditore, d'altra parte, incombe l'obbligo di verifica del merito creditizio del consumatore. Prima della conclusione del contratto di credito, il creditore dovrà valutare il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e ove necessario, consultando la banca dati pertinente

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