Assenze in ufficio e giorni di malattia: lavoratori pubbliche amministrazioni i peggiori

Stime fatte da Confindustria dimostrano come le malattie immaginarie abbiano provocato danni produttivi nel 2006



Dopo la stima di Confindustria sul danno in termini produttivi provocato dalle malattie immaginarie arrivano le stime sull’assenteismo nel 2006: oltre 125 milioni di giornate di lavoro perse per malattia, equamente distribuite tra dipendenti pubblici e lavoratori assunti da aziende private… con un’unica sottile differenza: i dipendenti pubblici sono 3 milioni e seicentomila, mentre quelli privati quasi 15 milioni.

Balzato all’occhio vigile della stampa il fenomeno si è ben materializzato nel caso del giudice “malato” letteralmente pescato al largo delle coste in una regata. Facendo un rapido calcolo nel 2006 nelle aziende ogni dipendente ha usufruito in media di 4 giorni di malattia, nel settore pubblico si è trattato di poco meno di 3 settimane (18 giorni).

Si riaccende il dibattito su come fare per ridurre i certificati “compiacenti”. In molti invocano a gran voce l’utilizzo di un meccanismo di incentivazione alla presenza sul luogo di lavoro. Immediata la reazione di Michele Gentile, coordinatore della Funzione Pubblica Cgil: “Nel contratto nazionale dei dipendenti statali c’è una voce che si chiama “indennità di amministrazione”, legata alle presenze. Ogni giorno di assenza equivale ad una decurtazione dell’indennità. Quindi il meccanismo già esiste. Poche settimane fa il ministro della Funzione Pubblica ha firmato una direttiva che sollecita ad intensificare le visite fiscali - prosegue Gentile - il sindacato non vuol proteggere chi commette abusi e la falsa malattia è un abuso che attiene la dimensione penale. Anche il “tormentone” del dipendente pubblico assenteista deve finire. I dati della Ragioneria generale dello Stato parlano chiaro: dal 2003 al 2006 le assenze sono in calo costante. Nell’ultima rilevazione la Ragioneria ha sezionato i dati e la media dei giorni di malattia è scesa a 10 e mezzo l’anno per dipendente”.

Altri vorrebbero sperimentare nuovi metodi, come il giuslavorista Pietro Ichino che suggerisce “ripristinando almeno in parte la franchigia sui primi tre giorni di malattia, distribuendo i soldi risparmiati a tutti i lavoratori. In Inghilterra da quando è stato introdotto questo procedimento l’assenteismo si è dimezzato”.

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