Banca popolare di Milano: situazione interna difficile. A quando una alleanza forte?

Situazione bloccata per la BPM, serve un'alleanza



Ieri il presidente dell’istituto Roberto Mazzotta ha posto il problema durante il consiglio di amministrazione lamentando di fatto l’ingovernabilità della banca. Di esempi non ne mancano.
Soltanto la scorsa settimana è stata rigettata la proposta di partecipare alla gare per Interbanca. Nel frattempo i francesi del Credit Mutuel lamentano quasi apertamente l’impossibilità di condurre un progetto comune di più ampio respiro e di maggiore impegno, mentre le cronache dell’ultimo anno raccontano del fallimento delle trattative con Bpi prima e con Bper dopo.

Insomma la banca sembra giunta alla paralisi strategica e, come evidenzia il Sole 24 Ore, la situazione è ulteriormente complicata dal cambiamento degli equilibri dentro l’associazione sindacale “Amici della Bipiemme”, organo di governo costituito da dipendenti-soci che attualmente esprime più della meà degli amministratori della Popolare.

Secondo quanto riportato dal quotidiano di Confindustria dentro l’associazione le posizioni della Fisac-Cgil avrebbero infatti raggiunto di nuovo la maggioranza scavalcando i rappresentanti della Fabi: un delicato gioco di equilibri interni che rischia di rendere ancora più fragile la guida dell’istituto.

A complicare le cose concorre l’ispezione approfondita e non ancora conclusa della Banca d’Italia proprio sulla governance della Popolare di Milano. I no insomma rischiano davvero di moltiplicarsi troppo e per questo motivo Mazzotta sta tentando un colpo di mano che gli consenta, con l’occasione di “un 2008 particolarmente difficile per le banche”, di prendere il controllo della situazione e traghettare la Popolare verso quell’alleanza che da tempo il mercato sembra attendere.

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Fonte: pubblicato il