Licenziato medico per aver fatto esami gratis ad un amico. Conferma Cassazione

Medici, attenti a esaminare gratis i vostri amici, potreste perdere il posto. Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione



La Cassazione rilancia l'importanza della correttezza nell'assistenza medica, anche quando c'è un rapporto di amicizia tra il medico e il paziente: il sanitario che, per fare un favore a un amico, gli fa degli esami clinici gratis rischia, infatti, di essere licenziato E' quanto ha stabilito la Suprema Corte che, con la sentenza n. 1077 del 18 gennaio 2008, ha confermato il licenziamento nei confronti di un tecnico radiologo, dipendente di una clinica, che aveva fatto delle lastre gratis alla mamma di una collega e l'aveva fatta poi risultare quale paziente ricoverata, nonostante la donna non fosse mai stata degente.

Per questo la clinica lo aveva mandato via con un licenziamento disciplinare. Lui aveva impugnato il provvedimento di fronte al tribunale di Santa Maria Capua Vetere e aveva vinto: a giugno 2003, infatti, riottenne il posto. Su appello della struttura sanitaria la vicenda era finita di fronte alla Corte d'appello di Napoli dove le cose erano completamente cambiate: i giudici partenopei avevano confermato la legittimità del licenziamento sostenendo che fra la clinica e il tecnico radiologo era venuto meno il rapporto fiduciario.

Infatti questo non aveva fatto pagare le lastre alla paziente, ricorda in più punti delle motivazioni la corte territoriale. Il camice bianco, per riavere il lavoro, ha fatto ricorso in Cassazione ma senza alcun successo. La sezione lavoro di piazza Cavour ha infatti totalmente respinto il gravame condividendo in pieno la decisione della corte territoriale: il comportamento assunto dal tecnico di radiologia è infatti tanto grave da giustificare il licenziamento anche perché, si legge in un passaggio chiave delle motivazioni, "l'articolo 27 del C.C.N.L. di categoria stabilisce che il lavoratore in relazione alle particolari esigenze dell'assistenza sanitaria deve rispettare l'impostazione e la fisionomia propria della struttura ove opera e attenersi alle disposizioni impartite dall'amministrazione secondo la struttura organizzativa interna in cui opera e osservare in modo corretto i propri doveri".

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Fonte: pubblicato il