Siti Porno: la Cina ne chiude quasi 50mila. Forte censura online

La Cina assolda cyber-studenti-poliziotto per combattere la pornografia su internet



La campagna contro la pornografia è stata avviata nel 2006, in seguito ad un discorso del segretario generale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Hu Jintao, che considera la diffusione della pornografia "una minaccia alla stabilità sociale", e prevede di chiudere circa 44.000 siti.

L'inchiesta ha portato all'arresto di 868 persone, 33 delle quali lavoravano per un sito che utilizzava un server di Taiwan per la diffusione di spogliarelli dal vivo. 524 i casi, per una spesa di più di un milione di yuan, equivalente a 100mila euro, che hanno coinvolto 210 milioni di utenti di internet. Seconda ‘Nuova Cina' nel 2007 sono stati registrati 199mila siti web, mentre 14mila sono stati vietati.

Il Centro Cinese per le Informazioni su Internet (Cinic) ha dichiarato che circa la metà degli utenti usa la rete per "intrattenimento", in particolare per giochi interattivi on-line. Pechino ha elaborato un sistema di censura, attraverso il quale migliaia di cyber-poliziotti, tra i quali molti sono studenti universitari particolarmente esperti nella ''navigazione''e reclutati per brevi periodi, controllano il materiale immesso in rete.

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Fonte: pubblicato il