Nuove elezioni? Serve un governo di transizione per fare le riforme istituzione per Financial Times

Secondo il Financial Times, l'ultima cosa che serve all'Italia in questo momento è un nuovo Governo senza una definita legge elettorale



"L'ultima cosa di cui ha bisogno l'Italia sono elezioni senza una nuova legge elettorale". Lo scrive oggi il Financial Times in un editoriale. A parte "la prospettiva di essere privi di un governo pienamente funzionante in un periodo di agitazione economica internazionale- si legge nell'editoriale- il paese è alle prese con un ingombrante sistema elettorale senza arte né parte che probabilmente produrrà un altro caleidoscopio di partiti politici litigiosi". Perciò il paese "ha urgente bisogno di riforme che forzino" i partiti a costituirsi "in gruppi più vasti che possano produrre un governo e un'opposizione più coerenti".
Il Financial Times riconosce tra i meriti di Prodi la riduzione dell'evasione fiscale e del debito pubblico, portato a circa il 2% dal 4,4% rispetto al Pil "lasciato dal precedente governo di centrodestra".

L'autorevole quotidiano economico britannico non vede poi nell'attuale opposizione una chance positiva per il paese. Nonostante Berlusconi "abbia portato un benvenuto grado di stabilità alla politica italiana portando a termine il proprio mandato di legislatura- scrive Ft- questo è stato tutto ciò che ha ottenuto". Il suo governo "ha fallito nel compiere una qualsiasi significante riforma economica e ha lasciato malamente deteriorare la finanza pubblica". L'agenda del leader di Forza Italia ed ex premier, affonda il Ft, "era dominata dagli interessi personali, ha chiassosamente sfruttato il suo controllo su un impero mediatico e il suo comportamento irresponsabile gli ha alienato la maggioranza dei suoi partner dell'Unione europea".
E sempre rivolto contro Berlusconi, il Financial times scrive che "forse la sua più grande offesa contro l'interesse nazionale fu rabberciare la legge elettorale italiana giusto poco prima di lasciare l'incarico, consentendo una maggiore frammentazione dei partiti politici, anziché ridurla".

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Fonte: pubblicato il