Case e uffici più sporchi e il minor utilizzo di detersivi e sapone: più difesa contro il cancro?

Se cominciassimo sin da piccoli a venire a contatto con germi di tutti i tipi, svilupperemmo un sistema immunitario capace di fermare anche il cancro. Ma forse sono solo supposizioni...



L'abitudine ormai radicata nelle famiglie occidentali di utilizzare troppo i prodotti per la pulizia domestica e la sterilizzazione di abiti e oggetti è considerata fra le principali cause dell'aumento delle allergie, fra le altre, alla polvere e al pelo di cani e gatti: si pensi che nella sola Gran Bretagna si spendono in un anno ben 610 milioni di sterline per detersivi e disinfettanti. Mentre è dimostrato che chi vive in campagna, in condizioni igieniche meno 'sotto controllo' e a contatto continuo con animali e piante, è meno esposto a problemi di allergie. Allo stesso modo, secondo gli studiosi che sostengono 'l'ipotesi igiene', la ripetuta esposizione agli allergeni, ai batteri e ad alcune tossine obbliga il sistema immunitario a tenere una 'luce rossa' sempre accesa, riuscendo a sopprimere anche le cellule cancerose al loro primo stadio di sviluppo.

In pratica: più si viene a contatto con i germi, meno rischi si hanno di incappare in malattie anche gravi come le neoplasie. Un esempio potrebbe essere quello della leucemia infantile in Germania, subito dopo la caduta del muro di Berlino: fra i bambini che vivevano nella parte Est della città, più povera e in condizioni igieniche peggiori, l'incidenza della malattia era minore rispetto all'Ovest. Dal momento della riunificazione delle due zone, le stime sono andate pian piano parificandosi.

L'importante, secondo gli esperti, è che l'esposizione ai microrganismi avvenga quando il sistema immunitario si sta formando, dunque il prima possibile già da bambini.

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