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Argentina affronti nodo creditori esclusi

Il responsabile del Fondo monetario internazionale dice di aver fatto presente a Buenos Aires che ha il dovere di trattare in maniera ragionevole con i creditori che, avendo rifiutato l'offerta di scambio, detengono tuttora 20 miliardi di dollari



Il responsabile del Fondo monetario internazionale dice di aver fatto presente a Buenos Aires che ha il dovere di trattare in maniera ragionevole con i creditori che, avendo rifiutato l'offerta di scambio, detengono tuttora 20 miliardi di dollari di titoli in default.

'Abbiamo detto che [negoziati] in buona fede sono parte delle richieste del Fondo e abbiamo insistito sul fatto che il governo deve affrontare gli esclusi in maniera ragionevole', afferma il numero uno dell'Fmi, Rodrigo Rato, in un'intervista a Reuters.

Circa il 24% dei creditori ha rigettato l'offerta di swap sulla montagna da 100 miliardi di dollari di debito insolvente dal 2002. Una percentuale rilevante è rappresentata da creditori italiani.

Rato non dice cosa Buenos Aires intenda fare con i creditori che hanno ancora in mano i titoli della Repubblica, ma sottolinea che 'nessuno può negare che quei creditori esistano'.

'Non penso che il governo argentino voglia negare che abbiano i loro diritti. Pertanto deve trovarsi una soluzione ragionevole a questo proposito ed è quanto asseriamo', aggiunge.

Secondo Rato la situazione in Argentina a tre anni dalla crisi economica è divenuta 'più normale' sebbene il paese abbia ancora di fronte grosse sfide per migliorare il proprio potenziale di crescita.

Il Fondo e l'Argentina hanno avviato questa settimana a Washington i colloqui su un nuovo programma sponsorizzato dall'istituzione di Washington dopo quasi un anno dall'interruzione unilaterale delle trattative decisa da Buenos Aires.

L'Argentina deve al fondo circa 14 miliardi di dollari e secondo gli analisti ha bisogno di nuovi fondi per riscadenziare un prestito da 2,2 miliardi di dollari che scade quest'anno.

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