Sistema Televisivo in Italia contro regolamento Unione Europea. A rischio Rete 4?

Europa 7 vince su Rete 4 dopo ben otto anni di lotte legali. E ora quest'ultima sarebbe a rischio di eliminazione



La vicenda di Europa 7 dura ormai da più di 8 anni, a partire dal 1999 l'emittente televisiva ha ottenuto la concessione di una rete nazionale, mentre Rete 4 continua a trasmettere senza concessione.  Una precedente sentenza della Corte Costituzionale la n. 420/1994, stabiliva in difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al legislatore per addivenire soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996.

Nel 1997 la legge Maccanico, pur con un anno di ritardo rispetto alle raccomandazioni della Corte Costituzionale, stabiliva che un soggetto non potesse detenere più di due reti e che,  finché non ci fosse stato un "congruo sviluppo" via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto continuare a trasmettere via etere, una decisione in palese contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale.

Ma sarà nuovamente la Corte Costituzionale ad intervenire direttamente sul caso, nel novembre 2002 con la sentenza 466/2002, ha deciso inequivocabilmente che Rete 4, dal 1 Gennaio 2004  si sarebbe dovuta trasferire sul satellite e che le frequenze resesi disponibili avrebbero dovuto essere consegnate al legittimo vincitore della gara del 1999. Ma la successiva legge Gasparri violerà completamente le posizioni della Corte grazie alle stesse dichiarazioni della consulta in cui veniva chiarito che la decisione non doveva pregiudicare  "il diverso futuro assetto che... (sarebbe potuto) derivare dallo sviluppo della tecnica di trasmissione digitale terrestre, con conseguente aumento delle risorse tecniche disponibili" concedendo uno spazio di manovra per la nuova legge.

Il decreto Gasparri realizza in pratica un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di titolo" che occupano frequenze in virtù di provvedimenti temporanei, discriminando così le imprese come Europa 7 che hanno legittima concessione.

Nonostante le preoccupazioni espresse dallo stesso Parlamento Europeo e la risoluzione del Consiglio d'Europa del giugno del 2004 in cui condannava l'esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7 vincitore della gara pubblica per la diffusione televisiva sulle frequenze occupate da Retequattro del Gruppo Mediaset, il successivo decreto Gentiloni non risolve il problema continuando ad eludere la normativa europea.

Solo nel settembre del 2007 l'Avvocato Generale presso la Corte di giustizia delle Comunità Europee depositerà le proprie conclusioni sul caso "Europa 7", chiedendo la condanna dello Stato italiano per assegnazione delle frequenze oggetto della concessione rilasciatale nel luglio 1999 ed oggi la sentenza della Corte di giustizia europea sembra finalmente mettere un punto alla vicenda, riconoscendo finalmente i diritti di Europa 7 e dell'imprenditore Francesco Di Stefano.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
Fonte: pubblicato il