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Fatturato negozi in Italia: un terzo di quello annuale è rappresentato dai saldi

Per i 180.580 esercizi di abbigliamento presenti sul territorio italiano i saldi di fine stagione, effettuati da circa il 95% dei negozi, rappresentano il 30% del fatturato annuale



Per i 180.580 esercizi di abbigliamento presenti sul territorio italiano i saldi di fine stagione, effettuati da circa il 95% dei negozi, rappresentano il 30% del fatturato annuale che nel 2006 è stato pari a circa 72,200 miliardi di euro (tra vestiario, calzature e tessili) vale a dire l’8,2% degli 885,686 miliardi complessivi spesi ogni anno per consumi.

In valore assoluto la spesa delle famiglie per questi prodotti è così ripartita: 49,5% al Nord, 19 al Centro e 31,5 al Sud-Isole. Tra le regioni del Nord, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia concentrano assieme l’11% del totale della spesa nazionale in vestiario, calzature e tessili.

Ad attrarre di più sono senza dubbio i saldi invernali, che consentono ai negozi di coprire il 20% del fatturato annuo e che quest’anno hanno fatto registrare alcune novità: hanno ceduto alle vendite scontate di fine stagione anche prestigiosi marchi e negozi blasonati che in passato non avevano aderito ed è cresciuto il numero di nuovi clienti in alcune tipologie di esercizi, come quelli di abbigliamento intimo e classico.

Come ogni anno la maggiore concentrazione di vendite si è avuta nel primo periodo: al giro di boa delle due settimane, più della metà degli esercenti (62%) segnalava un incremento delle vendite pari a circa il 10% rispetto allo scorso anno a prezzi sostanzialmente invariati.
E’ quanto risulta da un’indagine effettuata dalla Fismo-Confesercenti tra gli addetti ai lavori, secondo la quale soltanto un 3% parla di fatturato in crescita addirittura del 50%, un 20% di sostanziale stabilità e soltanto un 5% degli ascoltati dichiara una flessione delle vendite durante i saldi, anche se moderata (10%).

Gli esercenti continuano dunque a considerare i saldi un’occasione importante e nella maggior parte dei casi (69%) li considera uno strumento da mantenere.Si tratta dunque senza dubbio di una buona occasione per gli esercenti ed anche per la clientela che va quindi conservata, ma anche diversamente disciplinata.

E’ infatti indispensabile prevedere due periodi annui per l’effettuazione delle vendite di fine stagione.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il