Gruppi di acquisto in Italia: quali sono i principali e dove si trovano ? Si risparmia anche l'iva

I cosidetti Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) sono formati da gruppi di persone che acquistano beni in quantità all'ingrosso per poi spartirseli tra loro stessi. Vediamo come funzionano e come risparmiano



I Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) sono il nuovo stile di spesa che riflette un modus vivendi dall’impronta solidaristica, che non riguarda necessariamente solo i prodotti alimentari.

Geografia dei Gas

Sono attualmente 400 i Gas ufficiali diffusi nella penisola, nati originariamente a Fidenza e diffusisi in Emilia per poi contagiare il resto d’Italia, ma si stima che siano almeno un migliaio , considerando anche quelli non formalizzati (v. cartina).
Lo stile di acquisto equo e solidale si sta diffondendo anche in Francia dove esiste da qualche anno un’esperienza grazie al gruppo AMAP “Association pour le Mantien d’une Agriculture Paysanne” con l’unica differenza che qui il gruppo di consumatori “adotta” un contadino e ne condivide in parte i rischi abbonandosi ad un paniere che corrisponde ad una quota del raccolto.

Si risparmia davvero?

Per i “gasisti” l’elemento prezzo viene dopo la genuinità del prodotto e l’etica di produzione, elementi che possono far levitare i prezzi dei prodotti.
L’escamotage che consente però significativi risparmi sulla spesa domestica è una “sforbiciata” alla filiera produttiva che porta i consumatori direttamente dai produttori bypassando gli intermediari, anche se la scelta di prodotti biologici ed etici può comportare rincari rispetto ai “primi pezzi” delle catene di supermercati. Il risparmio si avverte invece se il paragone viene fatto con i prodotti bio della stessa Gdo, con un taglio dei prezzi del 20% (v. articolo).
Dal Nord al Sud del Paese i Gas stanno facendo scuola. C’è chi compra una mucca intera a 1.200 euro per dividerla in dieci famiglie: «Merce pregiata che viene dal parco dell’Uccellina», «Su frutta e verdura, soprattutto in primavera ed estate, il risparmio è clamoroso, ben oltre il 30%», sostiene Sara Paci del Rigas di Rimini, uno dei più grandi in Italia con volumi di spesa annui di 100mila euro.

I volumi sono ancora ridotti: ipotizzando che ogni Gas sia composto da 30 famiglie che spendono in media all’anno mille euro, il business si aggirerebbe intorno ai 30 milioni, cifra che potrebbe salire nel 2008 a 50 milioni.

Agevolazioni fiscali

Se i risparmi monetari non sono immediatamente evidenti si può contare comunque sulle agevolazioni fiscali predisposte in finanziaria, che consentono l’esenzione dal pagamento dell’IVA
“Non sono soggetti IVA e quindi non devono pagare l’imposta le associazioni senza scopo di lucro, come quelle dei consumatori, che si organizzano in gruppi di acquisto per comprare direttamente dal produttore e risparmiare sui ricarichi distributivi. Lo ha stabilito l’art. 1, comma 266, della legge n. 244/2007, aggiungendo che l’agevolazione è valida a condizione che tali associazioni non applichino ricarichi agli aderenti e non svolgano attività di somministrazione o di vendita. Alla stessa condizione, tali associazioni non sono soggette a Irpef, purché osservino le prescrizioni stabilite dall’art. 4, comma 7, del DPR n. 633/1972 (legge sull’IVA), che riguardano la costituzione con atto pubblico o scrittura privata autenticata oppure registrata all’Ufficio del registro, la previsione del divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, l’obbligo di redigere un rendiconto economico annuale, eccetera”.

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Fonte: pubblicato il