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Treni per pendolari: ritardi per quasi la metà dei convogli. Da 5 minuti fino ad un massimo di 83 mi

Da un'indagine si evince che su 444 treni monitorati, ben 173 hanno subito un ritardo compreso tra 5 e 83 minuti



In Lombardia e in altre regioni i volontari dell'associazione Pendolaria
si sono recati per una settimana nelle stazioni di Cadorna, Porta
Garibaldi e Centrale e fogli alla mano hanno segnato minuziosamente
tutti i ritardi delle migliaia di treni che ogni giorno raggiungono il
capoluogo.

E così il dato sconsolante è che su 444 treni monitorati ben 173
portavano un ritardo compreso tra i 5 minuti e l'ora e mezza:
addirittura di 83 minuti il ritardo massimo registrato sul treno delle
ferrovie Nord proveniente da Laveno e diretto a Milano. La stazione
milanese che se la passa peggio è Centrale con ben 72 treni giunti in
ritardo nell'arco di una settimana, segue Cadorna con 57 e chiude
Garibaldi con 44 treni fuori orario in sei giorni. Da Varese i treni
(tutti de Le Nord) che hanno fatto registrare un ritardo superiore ai 5
minuti sono stati 13 sui 29 monitorati da Legambiente, con un picco di
ben 83 minuti di ritardo.

I pendolari più sfortunati però sono quelli che tutti i giorni
affrontano il viaggio Lecco Milano, è su questa tratta infatti che
Legambiente ha registrato i maggiori disagi: in una settimana ben 12
treni fuori orario di cui uno con 77 minuti di ritardo. Sono 250.000 i
pendolari che ogni giorno affollano i treni della Lombardia, un numero
considerevole che ogni giorno si trova ad affrontare una realtà fatta di
ritardi, disagi e disservizi. I problemi sono legati principalmente alla
mancanza di manutenzione sulla rete ferroviaria e sui treni che hanno
un'età media di 28 anni e migliaia di chilometri di percorrenza sulle
spalle.

Negli ultimi anni le ferrovie hanno perso una grossa fetta di utenti
proprio per l'incapacità di rispondere in modo adeguato alla domanda di
trasporto su rotaia. In Lombardia un esempio è costituito dalla tratta
Treviglio Milano: qui, nonostante i lavori di quadruplicamento dei
binari che avrebbero dovuto portare ad un aumento dell'offerta, il
numero dei treni in viaggio è rimasto invariato, non migliorando affatto
l'offerta per i passeggeri.

«In Lombardia manca il coraggio di sostenere scelte strategiche per
affrontare la sfida della mobilità sostenibile -- è quanto manda a dire
il Presidente di Legambiente Lombardia all'assessore regionale Raffaele
Cattaneo -- il traffico è malato, l'aria irrespirabile e le risorse
pubbliche sono scarse, non è possibile disperderle in centinaia di
chilometri di nuove autostrade. Se si vuole uscire dall'emergenza di
smog e congestione, è prioritario puntare sul potenziamento della
mobilità collettiva in primo luogo per i pendolari. La lotta
all'inquinamento si combatte con più treni e meno auto, basta con i
soldi pubblici per le autostrade».

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