Protocollo Kyoto: applicazione e regole in Italia. Non è stato fatto dopo quasi tre anni

Il Bel Paese ancora non può considerarsi a norma con il protocollo di Kyoto



Da Gennaio è scattato il conto alla rovescia per raggiungere gli obiettivi fissati di riduzione dei gas serra al 2012.

Si tratta dell'unico trattato internazionale che prevede obiettivi globali ed impegnativi per il taglio delle emissioni e che tra i paesi industrializzati ha visto l'ingresso, nel dicembre dello scorso anno, dell'Australia ma che ancora sconta la mancanza degli Stati Uniti.

L'accordo salva-clima prevede un taglio complessivo in 5 anni del 5,2% delle emissioni di gas serra a livello globale, avendo come parametro di riferimento i livelli del 1990. L'Europa, tra i principali sostenitori di Kyoto, è impegnata nel complesso a ridurre le sue emissioni dell'8% e le istituzioni proprio in questi giorni richiamano i paesi aderenti al rispetto degli impegni assunti e ribadiscono la completa disponibilità al finanziamento di progetti che abbiano come obiettivi il risparmio energetico, la riduzione dei livelli di inquinamento delle città e lo sviluppo di politiche ambientali sostenibili.

In questo contesto assumono rilevanza e meritano di essere ricordate le molte iniziative europee, dalla Civitas Plus con cui si sono volute promuovere ambiziose strategie di trasporto urbano sostenibile per cui verranno stanziati complessivamente circa 300 milioni di euro entro la fine del 2009, all'adozione da parte della Commissione di programmi di sviluppo rurale intesi a sostenere le infrastrutture, promuovere la crescita sostenibile e creare nuove fonti di reddito per le regioni rurali, nel quadro di una più generale valorizzazione del comparto agricolo. Ma non va dimenticata l'azione in tal senso anche del Parlamento europeo che risponde con il suo approccio incentrato sul risparmio energetico con il lancio di due ecoetichette che segnalino al consumatore il livello di efficienza energetica del prodotto e scommette sull'ecoedilizia.

Tuttavia l'Europa stessa vive al suo interno situazioni di forti disparità fra i paesi in relazione alle politiche ambientali adottate in questi ultimi anni. L'Italia in primis, per la quale è stata decisa una riduzione del 6,5%, deve affrontare una vera e propria corsa contro il tempo, perché le emissioni, invece che diminuire sono andate aumentando, e la lieve inversione di tendenza che si è registrata nel periodo 2006-2007 di appena l'1,5% di certo non può considerarsi sufficiente.

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