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Dpef, per Corte Conti situazione finanza pubblica "allarmante"

La Corte dei Conti definisce 'allarmante' il peggioramento dei conti pubblici italiani, perché superiore a quanto si possa imputare al ciclo economico sfavorevole



La Corte dei Conti definisce 'allarmante' il peggioramento dei conti pubblici italiani, perché superiore a quanto si possa imputare al ciclo economico sfavorevole.

Nell'audizione in Senato sul Dpef la Corte rileva che 'il peggioramento dei conti deve allarmare soprattutto perché oltrepassa la soglia che sarebbe giustificata dallo sfavorevole andamento del ciclo. Le misure una tantum hanno consentito in questi anni di contenere il disavanzo, ma il deficit di fondo vale a dire al netto degli effetti del ciclo e delle misure straordinarie è sempre risultato, nel periodo 2001-2004 pari in media al 4,5%'.

Secondo la Corte, 'il quadro che il Dpef presenta con riguardo al 2005 supera dunque largamente ogni precedente pessimistica proiezione, con riguardo sia al disavanzo che ancora di più al debito pubblico'.

Pur rilevando che il favorevole esito con le autorità europee ha consentito maggiori margini di manovra per il riequilibrio dei conti, la Corte auspica che vengano concentrati nel 2005 tutti i contratti del pubblico impiego 2004-2005, perché uno slittamento muterebbe il quadro di riferimento tendenziale per il 2006.

'E' senz'altro auspicabile la concentrazione nel 2005 della stipula di tutti i contratti del pubblico impiego relativi al biennio 2004-2005: uno slittamento al 2006 di parte dei contratti muterebbe, infatti, il quadro di riferimento tendenziale per il 2006, che nella attuale versione offerta dal Dpef, stima per il prossimo anno una riduzione in valore assoluto delle spese di personale delle amministrazioni pubbliche pari a oltre 3 miliardi di euro'.

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